Niente paura: ecco i soldi per le scuole private

La Cei protesta contro i tagli imposti dalla Finanziaria: "Con 130
milioni di meno i nostri istituti rischiano di chiudere". Ma un
emendamento del governo risolve il caso in poche ore: "Già stati
stanziati 120 milioni"

Roma - Le prime parole sono state «crisi», «mobilitazione». Un linguaggio sindacale che però non arrivava dalle segreterie confederali della scuola, ma dal massimo organo dei vescovi italiani: la Cei. L’accusa della conferenza episcopale: inaccettabili i nuovi tagli in finanziaria, di 130 milioni, agli istituti scolastici paritari, e quindi anche alle scuole cattoliche.

Il direttore dell’ufficio per l’educazione, monsignor Bruno Stenco, ha chiamato in causa direttamente il ministro Giulio Tremonti: «Nel 2004 per tre anni consecutivi ha tagliato il 33 per cento del contributo totale». Ora le scuole per l’infanzia «rischiano di chiudere». E persino papa Benedetto XVI ha voluto pronunciarsi ieri su questo argomento: sono necessarie «misure a favore dei genitori» perché siano aiutati «nel loro diritto inalienabile di educare i figli secondo le proprie convinzioni etiche e religiose», ha sottolineato. E come è possibile se mancano i fondi per le scuole private parificate?

In queste ore di insolito scontro tra governo di centrodestra e Chiesa, l’opposizione di centrosinistra ha svolto il ruolo di paladina delle scuole cattoliche, o comunque paritarie: «Rivendico che il taglio dei 133 milioni era una segnalazione che avevamo fatto noi come Pd», ha ricordato il ministro ombra dell’Istruzione, Maria Pia Garavaglia. Ma la discussione si è risolta in realtà in poche ore: la commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento con cui verranno stanziati 120 milioni in più da ripartire fra scuola pubblica e privata. Una correzione imposta dal gruppo del Pdl al Senato, ma che ha soddisfatto solo parzialmente il Pd («il taglio c’è ancora»). In ogni caso il ddl bilancio prevedeva un taglio per le scuole paritarie non statali di 134 milioni su 480. Con il reintegro di 120 milioni, rimane comunque un taglio di 14 milioni su 480.

L’istruzione scolastica, nel suo complesso (statale e non statale), avrà invece nel 2009 43,8 miliardi per la parte corrente contro i 43 miliardi stabiliti dal bilancio assestato del 2008. «L’emendamento è stato preparato ieri», e dunque «non è direttamente una risposta alla Cei», ha precisato il relatore, Maurizio Saia, del Pdl. Anche se certamente ha placato le associazioni cattoliche e la stessa Cei, che in una dichiarazione successiva ha smussato gli spigoli: «Confidiamo negli impegni che il governo ha assunto pubblicamente».