Niente permute con la Dc

Carissimo Sechi,
ho letto il suo editoriale di ieri nel quale propone di permutare l’Udc di Casini con la cosiddetta Dc di Rotondi. Sono d’accordo sull’analisi, non sulla conclusione, e cioè la permuta. Concordo con lei sul fatto che Casini sbaglia linea: l’Udc è il partito dei democristiani di destra, se il leader – per usare una sua espressione - sculetta, addio elettori (e i sondaggi lo dicono chiaramente). Concordo pure con lei nell’analisi del gioco delle parti tra Follini che stuzzicava Berlusconi e Casini che correva ad accarezzarlo. Ora Pier dovrà fare tutto da solo, ed è difficile. Convengo con lei anche sul consiglio che dà a Casini di rientrare nella Casa delle Libertà e, dentro i ranghi, ambire alla guida del nuovo partito unico. Fin qui sono d’accordo con lei.
Respingo, invece, al mittente l’idea della permuta, ossia che la Dc da me guidata possa o voglia sostituire l’Udc. Siamo prodotti politicamente opposti. La mia Dc rivendica sin nel nome il diritto di rifondare la Democrazia cristiana, Casini nega questa possibilità. L’Udc è un partito clerico-moderato sempre schierato sulle posizioni ufficiali della Chiesa e perennemente alla rincorsa di un presunto voto cattolico; la mia Dc è scheggia piccola ma ambiziosa del cattolicesimo democratico, tradizione distinta e distante dal magistero della Chiesa. Per esempio: al referendum sulla procreazione assistita abbiamo avuto una posizione diversa da quella dell’Udc, votando «no» e invitando gli elettori al voto.
Anche oggi sui Pacs l’Udc grida allo scandalo, noi della Dc siamo per la famiglia cattolica tradizionale, ma riconosciamo che vanno disciplinate forme di convivenza poggiate su valori diversi dai nostri.
Sul piano politico noi non crediamo a un grande centro, parola aborrita ai tempi della Dc in piena salute, figuriamoci adesso; siamo piuttosto per un partito unico del centro-destra, nel quale la Dc entra con umiltà e con orgoglio perché sarà il partito Popolare Europeo fondato dai grandi padri democristiani. E infine: per Casini l’on. Berlusconi è un problema da superare, per noi della Dc Silvio è l’unica ragione per cui cattolici democratici, laici e tendenzialmente progressisti scelgono di stare in questa metà del campo. Come vede, l’Udc e la mia Dc sono prodotti diametralmente opposti, pur venendo entrambi dal supermercato democristiano. Non è immaginabile che la Dc sostituisca l’Udc; è, invece, augurabile che la CdL organizzi politicamente in una federazione l’entusiasmo di Piazza S. Giovanni.
Nulla vieta che sia possibile, senza nervosismi, ricostruire successivamente con Casini e l’Udc il rapporto necessario per centrare l’obiettivo comune di battere le sinistre.