Niente più gettoni ai consiglieri e il matrimonio non s’ha da fare

Per qualcuno, pochi, non ha prezzo. «Lo faccio o lo farò sempre perchè mi piace, è un’occasione per incontrare i cittadini offrire un servizio nel momento più importante» ammette orgoglioso Andrea Fanzago del Pd. Celebrerebbe i matrimoni civili anche gratis. Ma da quando il Comune ha tagliato il gettone, è diventato un supplente super-richiesto. Perchè diversi colleghi sia di maggioranza che di opposizione si sono dati alla macchia, e l’Ufficio matrimoni fatica a trovare consiglieri che indossino la fascia tricolore per dire le frasi di rito. Stefano Di Marino del Pdl ha unito solo ieri mattina dieci coppie («e sarò sempre disponibile» assicura). Ma tant’è, ieri il problema è stato sollevato alla Commissione servizi civici, presente l’assessore Stefano Pillitteri. All’ordine del giorno la nuova sede per le nozze civili, che entro fine mandato traslocheranno da Palazzo Dugnani a Palazzo Reale, in quella che oggi è la sala conferenze al pian terreno. Una contesto splendido, fa presente Pillitteri, visto che è a due passi dal Duomo. E «stiamo immaginando anche percorsi dedicati agli sposi nel museo, tra l’altro quando partiremo sarà già aperto il caffè letterario e le coppie se vogliono potranno festeggiare lì con parenti e amici». Ma, ha fatto presente il capogruppo della Lista Fo Basilio Rizzo, peccato che ci sarà una location nuova di zecca «e se va come sta andando, gli sposi saranno uniti dai funzionari comunali invece che da consiglieri e assessori». Sempre meno disponibili, e in maniera bipartisan, dopo il taglio dell’indennità prevista per questa funzione. Finora incassavano 51,65 euro per ogni giornata passata a celebrare, da inizio settembre alla luce di quanto è previsto nella manovra Finanziaria possono ricevere solo un rimborso spese per il viaggio, che arrivino in taxi o con i mezzi pubblici, comunque non superiore a 30 euro. E la spesa va documentata, presentando il ticket o la ricevuta e compilando la richiesta. «Andrebbe imposto come un obbligo - ammette Rizzo -, come uno dei compiti che spettano di dovere a consiglieri e assessori, in modo da garantire una turnazione. Se il problema è il gettone, si trovi comunque una forma di compensazione oltre al rimborso». Solo da inizio anno a metà luglio sono stati celebrati 1.394 matrimoni civili.
L’assessore prende le difese dei consiglieri che non sono politici di professione, «non me la sento di bacchettarli perchè un turno a celebrare matrimoni significa perdere mezza giornata di lavoro, ma che siano loro a celebrare è una tradizione che sarebbe importante mantenere». É pronto invece a cancellare la possibilità per i non residenti di sposarsi gratis nel salone di via Larga. Chi non vive a Milano paga 500 euro per il giorno più bello a Palazzo Dugnani, ma nella sede dell’anagrafe centrale il servizio è a costo zero per tutti. Ma «sto studiando la delibera e penso che questa facoltà sarà tolta - ammette Pillitteri -, chi arriva da fuori deve versare almeno un obolo all’amministrazione per il servizio».