«Niente primarie alle amministrative»

Abelli: «Le liste per le prossime elezioni saranno scelte da un nuovo organismo». Appello alla Lega sui candidati

da Milano

Gian Carlo Abelli da Pavia è l’uomo che Berlusconi ha scelto come vice coordinatore di Forza Italia. Ex dc, già assessore lombardo esperto di trattative e nomine, sembra a suo agio nel traghettare il passato nel futuro.
A quando il congresso?
«Il congresso che celebrerà la nascita del Pdl è previsto prima di febbraio. La discussione tra An e Fi non può essere solo sui rapporti di forza, è una questione di valori, regole, contenuti. Se anche la rappresentanza numerica è inferiore alla reale, l’importante è essere portatori di contenuti veri. In altri termini, se poi non si va d’accordo, è inutile».
Qual è la prossima tappa della nascita del Pdl?
«Sarà istituita a settembre una consulta mista, in cui non si vota, a livello regionale e provinciale. Ci sarà un coordinamento del Pdl con un rapporto Fi-An 70 a 30, ma con differenze a seconda delle zone e una regia a livello nazionale. Si procederà alla federazione tra i gruppi consiliari dei diversi partiti».
Come saranno scelti i candidati delle amministrative?
«Le liste saranno decise dall’organismo che nascerà a febbraio, dopo il congresso. Ma prima avverrà una ricognizione in cui si prenderà atto di ogni situazione. Rimarrà qualche caso spinoso ma non credo moltissimi».
Niente primarie per la scelta dei candidati?
«Non è possibile pensare alle primarie in questo percorso che prevede tappe ravvicinate. L’appuntamento elettorale è vicino. È ineluttabile che ad amministrative ed europee il partito arrivi già formato e non c’è tempo, a meno di fare primarie false come hanno fatto altri».
C’è chi ipotizza la nascita della città metropolitana entro il prossimo anno. È realistico?
«Credo che sia non facile da attuare, anche per una serie di difficoltà di ordine giuridico. È difficile immaginare che avvenga nel 2009 e non mi sembra neanche politicamente opportuno. Bisogna inserirla nel contesto delle riforme che impegneranno il Parlamento alla ripresa dei lavori a settembre. Non sarà un passaggio facile».
Come vanno i rapporti con la Lega in vista delle elezioni?
«C’è il teorico rischio che la Lega voglia fare da sola. Ma se il centrodestra si divide, la gente non capisce più niente. L’obiettivo è avere candidati comuni tra Pdl e Lega già al primo turno, altrimenti diventano inevitabili le tensioni in vista dei ballottaggi. Inoltre la sigla Pdl deve essere privilegiata rispetto alle liste civiche, che spesso nascondono trasformismi. Insomma, dove si può, niente liste civiche».