Niente quorum, il referendum sui rom non passa

Il Carroccio attacca: «In questa battaglia siamo stati lasciati soli. La sinistra ha fatto di tutto per oscurare la consultazione»

Michele Perla

Niente quorum per il referendum sul nuovo campo nomadi di Rho che, a questo punto, si farà. Ieri infatti, il referendum promosso dalla Lega Nord per bloccare il progetto della giunta di centro sinistra, non ha trovato l’accoglienza sperata. Dei circa 44mila cittadini aventi diritto al voto, alle 22, ora di chiusura dei seggi, soltanto il 42% si è presentato per dire sì o no, per avallare o bocciare la struttura che dovrà ospitare fra poco più di un anno, un centinaio di nomadi insediatisi abusivamente in via Magenta, a Rho. Un successo per la giunta guidata dalla cattolica Paola Pessina (Margherita), che non offusca però la soddisfazione della Lega, la forza politica che da sola si è battuta in un lungo braccio di ferro. «Purtroppo ci hanno lasciati soli in questa battaglia – ha dichiarato Fabrizio Cecchetti consigliere regionale lùmbard -, li abbiamo avuti tutti contro e dalla nostra parte neppure i partiti della Casa delle Libertà che si sono defilati. In ogni caso, aver portato alle urne più di quattro cittadini su dieci per noi rappresenta una grandissima soddisfazione». Soddisfazione per quel 42% di consenso trasversale e pesante che lo stesso Bossi ha molto apprezzato. «È una battaglia che ha pagato in termini politici», aggiungono i leghisti.
Battaglia persa sì, ma non la guerra. Il Carroccio rhodense promette nuove iniziative «perché l’illegalità che ha caratterizzato la presenza di questi nomadi non venga in alcun modo premiata». Sul quesito referendario negli ultimi dieci giorni la città sembrava divisa esattamente a metà; poi sono scesi in campo i parroci, sollecitando lo spirito di solidarietà dei cattolici, e molti elettori hanno preferito rimanere a casa. Ma non sono mancati i boicottaggi per affossare l’appuntamento elettorale. «Il sindaco non ha voluto inviare ai cittadini il certificato elettorale specifico per la consultazione, creando disinformazione e confusione – ha proseguito Cecchetti -; inoltre in città i tabelloni per la pubblicità sono stati pochissimi e posti in zone poco visibili». Insomma, incerti che potesse vincere il sì, i partiti del centro sinistra hanno cercato in tutti i modi, riuscendoci, di non far raggiungere il quorum per la validità, oscurando l’evento elettorale.
L’affluenza alle urne più alta, intorno al 70% si è registrata nelle frazioni di Mazzo e Lucernate, dove esiste l’insediamento abusivo dei nomadi e dove, in via Sesia, verrà realizzato il “villaggio solidale” che costerà oltre 600 mila euro, a cui vanno aggiunti i costi per la gestione affidata alla Caritas, ad una coop all’Opera Nomadi. I lavori dureranno un anno e il campo ospiterà 100 persone. Sempre che gli abusivi di via Magenta decidano di trasferirvisi. Loro, che sono proprietari dei terreni sui quali hanno costruito chalet e case in legno senza licenze ma condonate, hanno già fatto sapere che di andarsene non vogliono neppure sentir parlare. A meno che, a chiudere tutta l’intricata vicenda intervengano le ruspe.