NIENTE SCHERZI

Io non dico come Bossi che se non si vota ciàpum el canun, ma che oggi chi va a votare in Senato per l’opposizione, dovrebbe portare in tasca un laccio di caucciù per strangolare eventuali traditori. È da martedì che circolano voci su concussioni prodiane, denunciate anche da Mastella e i senatori si sentono oggi molto tesi e in un certo senso rivoluzionari. Forse non ci sono questi famosi traditori nelle file del centro destra, ma non si sa mai: c’è chi va al bagno al momento sbagliato, chi si accascia nel giorno vietato, chi viene colpito da un lutto oltreoceano e chi scivola per le scale. Per favore: usate l’ambulanza, arrivate in barella e che nessuno manchi al voto oggi in Senato a meno che non sia Prodi a fare le valigie e vada a dimettersi al Quirinale, il cui ruolo in queste ore ci sfugge. Ma di fare le valigie, ancora non si parla affatto, anzi: ieri sera Prodi invece di salire sul Colle da Napolitano è andato a trovare il Presidente del Senato Marini, candidato per un eventuale ma improbabile governo istituzionale.
Ieri c’è stato un fatto nuovo: dopo la defezione di Mastella e dell’Udeur, anche Lamberto Dini, che nicchiava da Natale, ha deciso di abbandonare Prodi, come anche il senatore Fisichella e l’anarco-comunista Turigliatto, sicché sono scesi a 156 i senatori favorevoli a Prodi contro 161 contrari, tenendo di riserva i due diniani che non voteranno. Dunque il Presidente del Consiglio dovrebbe spostare, per vincere, troppi voti, impresa più assurda che titanica. Ma ciononostante ci si può chiedere se ci possano essere assenze fittizie o, come dice Cossiga, «attacchi di prostatite acuta fra i senatori di Forza Italia». La risposta secondo noi è no, ma è innegabile che il voto di fiducia di oggi sia stato preceduto da un tamtam di pettegolezzi che, tutti, convergevano sul tema del tradimento. Intendiamoci: persino se davvero il tradimento andasse in scena, ciò non servirebbe a nulla dal punto di vista politico perché da quel momento in poi il Senato sarebbe incapace di votare persino un regolamento condominiale. Dunque non ci crediamo e ci sembra piuttosto che mentre Berlusconi viene acclamato dalla ex Casa delle Libertà come il candidato ovvio e unico al governo dopo le elezioni, Prodi abbia perso la testa e si stia comportando come quei perdenti storici che decidono di suicidarsi, ma soltanto dopo aver dato la polpetta avvelenata ai loro cani, avendo creduto nell’inesistente arma segreta.
L’unica previsione realistica che ci sentiamo di fare è che Prodi, udite le dichiarazioni di voto chieda la sospensione della seduta e corra da Napolitano prima di perdere definitivamente la faccia.