Niente sconti a Mel Gibson: cacciato pure da «Una notte da leoni»

Sì vabbé. D’accordo metterlo in punizione, tenergli il muso, fargli capire che stavolta l’ha fatta troppo grossa. Ma trasformare un premio Oscar in un disoccupato è roba da regime, mica da Hollywood. Neanche fosse un serial killer. Tra l’altro, come si sa, proprio da lì, dalla Mecca del cinema - come disse qualcuno tanti ma tanti anni fa - «è passato chiunque, compresi assassini e stupratori». Quindi la decisione annunciata ieri dalla Warner Bros di buttare fuori Mel Gibson dal cast di una Notte da leoni 2 fa cadere le braccia, se non altro perché la notizia della sua partecipazione era stata resa pubblica solo pochi giorni fa. Insomma, una cosa che non avviene mai, tanto più per un divo che, come ha confermato anche ieri l’Hollywood Reporter, è tuttora nella A-list, ossia nell’elenco dei fuoriclasse del cinema. Se succede, le spiegazioni sono le più nobili e comprensibili, roba del tipo «impegni di lavoro sopraggiunti» e via così. Stavolta è invece successo il peggio: Mel Gibson, che pure avrebbe dovuto semplicemente fare un innocente cameo nella parte di un tatuatore, è stato rifiutato da tutti gli altri attori e pure da alcuni boss della Warner, nonostante il regista Todd Philips avesse speso belle paroline per averlo sul set. L’epitaffio è proprio suo: «Pensavo che Mel sarebbe stato fantastico nel film, e avevo l’appoggio completo del presidente della Warner Bros, Jeff Robinov, e del suo team. Ma alla fine ho capito che il cinema è un processo collaborativo e questa decisione non aveva il supporto del mio intero cast e della troupe».
D’altronde questo è il momento no di Mel Gibson ed è quasi inutile spiegare il perché visto che se ne parla da oltre un anno su tutti i giornali del mondo. Dopo aver mollato la moglie dopo ventotto anni, l’attore si era fidanzato con una (oscura) cantante e pianista russa, Oksana Gregorieva, molto più bella che brava.
E da quel momento, proprio a lui che con La passione di Cristo aveva guadagnato rispetto dopo aver guadagnato tanti dollari con film come Braveheart e tutti gli Arma Letale, ha iniziato a inciampare sempre più spesso. Per alcolismo (motivo per cui già la prima moglie si era allontata). E per antisemitismo, condito da frasi spesso pronunciate con la bocca impastata dalla vodka. Adesso anche l’umiliazione forse più grave: cacciato furor populi da un film nel quale sarebbe stato un semplice comprimario. Forse per questo neanche il suo portavoce ha voluto commentare. Ma forse per questo, però, qualcuno dovrebbe chiedersi se non si stia esagerando un pochino. Giusto un po’.