Niente è come sembra nel paesino di Roccapiatta

Di Rita Gatto scrittrice esordiente di origini liguri e oggi «efficiente insospettabile funzionaria della comunità europea che vive in Lussemburgo» si dice abbia nascoste nel cassetto un certo numero di storie gialle. Ebbene, le tiri fuori. Perché a giudicare dal suo primo romanzo «La morte è giovane» siamo di fronte a un’autrice di razza, di quelle che intrigano, coinvolgono, fanno sorridere e sciolgono una trama non facile portando il lettore a voler caparbiamente scoprire la fine. Godendosi, e non è poco, il viaggio.
Come molte pagine di Fruttero e Lucentini, o certe di Niccolò Ammaniti, Rita Gatto ha la classe, rara nella scrittura, ma sempre innata, di disegnare personaggi cogliendone il lato debole, quello che alla maniera pirandelliana scatena la risata e poi, solo a freddo, fa riflettere e condividere la stessa debolezza. E già che qui siamo in Liguria. Con Ernesta e Martino che sulla Citroen C3 nuova di lei cavalcano i tornanti verso il borgo di Roccapiatta. Da qui in poi nulla sarà più come appare. E un uomo, un intellettuale omosessuale viene ucciso a colpi di fucile. Tanti i personaggi, tutti fuori posto, almeno secondo la logica comune. Con il giudice Minelli che guarda a quella certa parte di mondo che brulica nel borgo di Roccapiatta con una simpatia che non si preoccupa di nascondere. E ci sono le inglesi Daisy e Liubov, coppia rodata di amiche-amanti unite ancor di più da una mezz’età che solidifica i rapporti se vissuta in sincrono. Cam e Vince ostaggi delle twins, con la prima che è una mamma-bambina più infantile delle sue gemelle da latte. E ancora il contadino Giobatta e i bellocci Aldo e Nico e la Bettina bottegaia del paese o Emidio che dice «anche le bestie hanno i suoi umori», o spiega che «al Giobatta le avevo detto di venire ad aiutare».
E poi ci sono loro, gli animali. Ulisse, il cane che risolve l’assassinio prima di tutti, o il gatto che sa amare più degli umani. Bestie con un’umanità intelligente che li eleva al di sopra di tutti. Sotto storie di sesso incontrato alla sagra del paese, di amore incompreso, di solitudini esistenziali e di vite aggiustate alla bell’è meglio. In un mondo dove nulla è come sembra, l’autrice conduce il lettore fino allo scioglimento del giallo. Che riporta la vita alla più comune normalità. E fino all’ultima pagina c’è Ernesta in bilico davanti a un’amore che non sa lasciare e non può vivere.
«La morte è giovane» di Rita Gatto Editore Salani 284 pagine, 13 euro.