Niente semplificazioneDa Monti 31 partitiper le consultazioni

E' interminabile la lista di partiti e partitini che hanno partecipato alle consultazioni del presidente del Consiglio incaricato. In tre anni il bipolarismo si è frantumato

Grande via-vai a Palazzo Giustiniani: ogni quarto d'ora entrava una delegazione e ne usciva un'altra. Ritmo serrato, per dare spazio a tutte le forze politiche convocate da Mario Monti, per le consultazioni di rito. Interminabile l'elenco dei gruppi ascoltati: Fareitalia per la Costituente Popolare, Liberal Democratici-Maie, Mpa-Movimento per l'autonomia-Alleati per il Sud, Noi per il Partito del Sud-Lega Sud Ausonia (Grande Sud), Repubblicani-Azionisti, Sud Tiroler Volkspartei, Union Valdotaine, VersoNord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale italiano, Liberali per l'Italia, Partito Socialista Italiano, Rappresentanza socialista del gruppo misto Senato, Popolo e Territorio, Noi Sud, Libertà ed Autonomia, Popolari d'Italia Domani-Pid, Movimento di Responsabilità Nazionale-Mrn, Azione Popolare, Alleanza di Centro-Adc, Coesione Nazionale, Io Sud, Forza del Sud, Lega Nord, Udc-Terzo Polo, Alleanza per l'Italia, Italia dei Valori, Futuro e Libertà, Pd, Pdl.

Trentuno in tutto i gruppi politici ascoltati. Ma la Seconda Repubblica non doveva essere quella della semplificazione politica e dei pochi partiti presenti in parlamento? In teoria sì, ma un conto sono le forze che entrano a Camera e Senato, con le elezioni, un conto sono i gruppi che si formano, strada facendo, a legislazione in corso. Ed è proprio per questa ragione che il numero delle sigle di partiti e partitini è sensibilmente lievitato, sino a superare quota 30. Subito dopo le elezioni del 2008 la Camera aveva nove gruppi (compresi quelli presenti nel Misto), dieci quelli presenti al Senato.

Dopo tre anni la parcellizzazione del parlamento ha raggiunto un livello quasi mai visto prima. Difficile pensare di porvi rimedio con una nuova legge elettorale, maggioritaria o proporzionale (con sbarramento) che sia. Perché con i vigenti regolamenti parlamentari, una volta eletti niente impedisce agli onorevoli di fare i bagagli ed entrare nel gruppo Misto, modificando per l'ennesima volta la variopinta mappa geografica della politica italiana.

- Le consultazioni al Quirinale dopo le dimissioni di Berlusconi nel 2011

- Le consultazioni effettuate al Quirinale dopo le dimissioni di Prodi nel 2008