«Niente sfratto al Leonka Ne parlerò alla Moratti»

«Qui siamo e qui restiamo» è il motto del centro sociale Leoncavallo che si prepara allo sgombero previsto per il 15 settembre. Ieri sera, intanto, in via Watteau con le note pompate a tutto volume di “Postumia”, “Bravi ragazzi” e “Pink violent squad” si esorcizzava la spada di Damocle della famiglia Cabassi, proprietaria dell’immobile, che per la sesta volta ha richiesto l’ausilio delle forze dell’ordine. Questa volta, però, gli autonomi e i writer leoncavallini l’avranno vinta, almeno nelle intenzioni dell’assessore alla cultura Vittorio Sgarbi che ieri notte, alle 4, ha visitato il centro sociale alla ricerca di graffiti. «Sono bellissimi - esclama - non mi sembra giusto che il Leoncavallo venga sgomberato, parlerò al sindaco della questione per vedere se si riesce a trovare uno spazio alternativo da dare ai Cabassi». Dolci note jazz si diffondono suadenti nell’aria fresca invitando a entrare: «Com’è tranquillo» commenta Sgarbi che si aggira alla ricerca di opere d’arte. Proprio venerdì pomeriggio l’assessore ha inaugurato il New Deal artistico-alternativo di Palazzo Marino, stringendo un’alleanza creativa con il padre dei writer italiani, Atomo Tinelli, storico portavoce del centro sociale. «Atomo - spiega Alessandro Riva, braccio destro di Sgarbi - sarà il coordinatore di questo nuovo tavolo di lavoro, che diventa da oggi un progetto stabile dell’assessorato». Sono un centinaio, infatti, i graffitari di Milano, che si dividono in gruppi con stili e tendenze diverse. C’è il gruppo coordinato da Gisella Borioli, la gallerista della MyOwngallery con il progetto «I writers dialogano con la città» che vedrà Bros, Phobia, Dumbo esibirsi nelle performance del 14 ottobre in piazza Affari, e c’è Davide Rampello con la Bovisa. Il progetto sta andando avanti a ritmi serrati: il 7 novembre ci sarà l’inaugurazione del nuovo polo espositivo della Triennale, nel frattempo i writer di notte dipingeranno parte della muraglia che dalla stazione di Cadorna arriva in Bovisa, grazie agli accordi stretti con le ferrovie Nord. Gli studenti del Politecnico, invece, si occuperanno dell’arredo urbano della zona e della segnaletica. Non solo, anche Atm è stata coinvolta e metterà a disposizione dei tram, su cui è stata incollata uno speciale pellicola per pennarelli e spray. Stessa cosa avverrà per alcune stazioni della metropolitana. Al tavolo partecipano anche gli street artists Pao, Nais e Ivan che si esibiranno, per la Giornata del Contemporaneo, in piazza XXIV Maggio e un altro gruppo, invece, avranno tele dedicate lungo le sponde dei Navigli. Insomma l’intero popolo dei graffitari milanesi collaborerà virtuosamente con l’assessore Sgarbi, che darà loro anche una sede espositiva nei capannoni abbandonati di porta Genova e un laboratorio permanente alla Fabbrica del Vapore. La filosofia? «Dare spazi anzichè reprimere - spiega Riva - e il problema delle tag si risolve da sé: davanti a “pezzi” fatti bene, infatti, nessuno si permette di scrivere».