Niente soldi alla ex: «Può fare la colf, oppure la baby sitter»

I giudici: sì all’assegno solo per i figli 40enni

Eleonora Barbieri

da Milano

La ex moglie disoccupata non ha diritto ad essere mantenuta dal marito: può trovarsi lavoro come badante o come baby-sitter. L’invito è venuto niente meno che dalla Cassazione, che ha così respinto il ricorso di Teresa B., 63enne di Napoli.
La donna aveva divorziato nel ’96 e, tre anni dopo, la Cassazione aveva accolto la sua richiesta di mantenimento. La Corte d’Appello del capoluogo campano aveva però ribaltato la sentenza nel 2002: la signora, diplomata maestra giardiniera ma venditrice porta a porta di prodotti di bellezza, poteva guadagnarsi tranquillamente da vivere. Non aveva nemmeno problemi per l’affitto, perché proprietaria di un attico al Vomero, dove tuttora abita.
Le pretese della donna sono ora state definitivamente bocciate dalla Cassazione, cui era ricorsa per la seconda volta. Il verdetto numero 12292 della Prima sezione civile parla chiaro: al momento del divorzio Teresa era «in età idonea a svolgere attività lavorativa non pesante e fondata sulla capacità di persuasione e l’abilità di venditrice». E all’obiezione che ormai, a 63 anni, non potesse più vendere prodotti di bellezza di casa in casa, la Corte l’ha sollecitata a sfruttare il suo diploma. O in alternativa a «prestare compagnia ed assistenza a persone anziane e bambini». Una strada sicuramente spianata: «La domanda è talmente superiore all’offerta - sottolinea la Corte - da costringere le famiglie ad avvalersi dell’apporto di cittadini extracomunitari». «La decisione - spiega l’avvocato Gerardo Grazioso, esperto in diritto di famiglia - si adegua alla situazione economica attuale: il coniuge deve sforzarsi di trovare un’occupazione, anche al di là dei canali classici. Per questo la Corte ha sottolineato le possibilità offerte dal titolo di studio».
Nel frattempo, secondo la Cassazione, i figli della coppia, di età compresa fra 36 e 40 anni, hanno diritto a ricevere assegni dal padre: una è malata, gli altri due hanno invece «redditi esigui». «È offensivo - commenta l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace - che la signora, a 63 anni, non abbia diritto ad essere mantenuta, mentre i figli quarantenni sì». Secondo la matrimonialista è poi «oltraggioso» che la Corte abbia indicato alla donna di fare la badante: «Non per l’attività in sé - ci spiega -, ma perché si tratta di un lavoro diverso dal suo e che ora non può più proseguire». Insomma, se Teresa avesse sempre fatto la baby-sitter, la decisione sarebbe stata comprensibile. «Sì, anche se comunque - sottolinea l’avvocato - la signora ha un’età in cui, di solito, si va in pensione». La sentenza è «antistorica e maschilista - conclude -: nessuno direbbe a un imprenditore di diventare minatore. I figli, piuttosto, potrebbero fare loro i dog-sitter».

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