Niente staffetta, Blair intende finire il mandato

Il premier inglese rilancia le riforme: priorità ai servizi pubblici e alla lotta al crimine

Erica Orsini

da Londra

Riformare e rinnovarsi. È una ricetta semplice, con una doppia “R”, quella proposta dal primo ministro britannico Tony Blair per il Labour del suo terzo mandato. Al congresso annuale laburista di Brighton, il premier ha incentrato la sua relazione soprattutto sulle politiche nazionali e sugli obiettivi da perseguire nel corso dei prossimi quattro anni. In primo piano, il completamento della riforma dei servizi pubblici, già iniziata nel corso del secondo mandato e portata avanti non senza polemiche soprattutto per quella ostinata volontà blairiana di coinvolgere sempre più nella gestione pubblica il settore privato. Una voglia di modernizzazione che Blair ha riproposto anche ieri sottolineando come per il cittadino sia più importante avere l'opportunità di scegliere nell'ambito di un sistema misto e non semplicemente vedersi garantiti i servizi essenziali.
Dopo aver avviato cambiamenti importanti nei settori di sanità ed istruzione, ora gli obiettivi principali del governo laburista dovranno essere la lotta al crimine, all'alcolismo e ai comportamenti asociali. Problemi questi che affliggono in Gran Bretagna una fetta significativa di giovani. «Le autorità combattono la criminalità del 21° secolo con metodi del 19°», ha detto Blair spiegando l'urgenza di una riforma nella sicurezza. E per allontanare l'immagine di un partito in difficoltà, oppresso dallo spettro della guerra in Irak e ripiegato su se stesso, il leader laburista ha sottolineato la necessità di un rinnovamento perché «dal 1997 il mondo è cambiato di nuovo e anche noi dobbiamo farlo».
«Se il Labour ha vinto la battaglia dei valori - ha proseguito Blair - ora deve cambiare per garantirsi un futuro». Nessun accenno alla possibilità di un passaggio del testimone prima della fine del mandato come continuano a ipotizzare i giornali, soprattutto dopo il discorso inaugurale del cancelliere Gordon Brown, suo successore più probabile.
Il premier sembra più che mai intenzionato a rimanere in sella il più a lungo possibile, ma non oltre questo mandato. Blair ha già annunciato di non volere correre alle prossime elezioni, lasciando finalmente al suo amico e rivale campo libero. A Brown per ora, non rimane quindi che attendere, instancabile, dietro le quinte.