Niente Streisand a Roma. Zard: «Colpa degli americani»

da Milano

Finito il sogno. È ufficiale, Barbra Streisand non aprirà il suo tour europeo da Roma. Annullato il concerto del 15 giugno allo Stadio Flaminio. Motivo? Troppi ritardi nella produzione. Risultato? Si salta l’Italia e si parte il 21 da Vienna. Lo show nei giorni scorsi ha rischiato di essere bloccato dalle proteste delle associazioni consumatori per i prezzi dei biglietti (da 850 euro a 130 più prevendita). Ma le polemiche sono più accese che mai, soprattutto il promoter David Zard si scatena. «La Streisand dovevo trattarla io, ma gli americani pensavano di dirigere loro l’evento con i miei soldi. Non sanno fare i promoter, l’evento in Italia è una scienza. I miei eventi arrivano nelle case. Lo avrei pubblicizzato anche con agenzie di viaggio di mezza Europa. Prezzi alti? È un evento unico. Potrei mettere un biglietto anche 10mila dollari. Se la gente viene son contento, se no ci rimetto ma sono affari miei». Il Codacons comunque esprime «viva soddisfazione» per l’annullamento.