Niente tasse per 6 mesi in caso di calamità. Salta la Protezione Spa

Roma - Gli obiettivi erano puntati tutti su di lui. Guido Bertolaso, in giacca e cravatta come d’abitudine quando gli toccano compiti istituzionali alla Camera, si è presentato in Commissione ambiente come rappresentante del governo. Silenzioso, forse una traccia di amarezza negli occhi. Se gli manca qualche dote, questa non è il coraggio: ha risposto in pieno agli obblighi del suo ruolo aprendo i lavori della commissione a Montecitorio, prima volta davanti alle telecamere in un contesto pubblico da quando è esplosa la bufera dell’inchiesta fiorentina. E ha annunciato lui stesso ai deputati che la Protezione civile non diventerà più una Spa.

Così come aveva già chiarito nei giorni corsi Gianni Letta, il governo ha cambiato radicalmente il decreto sulle emergenze (cessazione dell’emergenza rifiuti a Napoli, avvio della post emergenza all’Aquila e nuovi poteri alla Protezione civile) già approvato al Senato. Non ci sarà più la formazione di una società per azioni: è stato sostanzialmente cancellato l’articolo 16 del decreto. La Protezione civile non avrà la prerogativa di vigilare sulla Croce rossa. Ai commissari del dipartimento non è più concessa l’immunità da azioni giudiziarie e arbitrali per un anno: lo scudo riguarderà solo le azioni civili e non quelle penali. I poteri del dipartimento sono dunque pesantemente ridimensionati rispetto alla versione del decreto trasmessa da palazzo Madama.

Il testo è modificato in numerosi passaggi, ma anche arricchito, con dodici emendamenti dell’esecutivo e del relatore, Agostino Ghiglia (Pdl). Ci sono anche novità importanti. È per esempio stabilita la sospensione per sei mesi del pagamento di tutti i tributi allo Stato per i cittadini che vivono in zone colpite da calamità naturali. Un’agevolazione fiscale per le aree devastate da sismi o alluvioni che, dopo l’esperienza dell’Aquila, è confermata per legge.

Ma all’opposizione non basta. «Lo stralcio della Spa è una vittoria dell’opposizione ma non è sufficiente», ha alzato il tiro Dario Franceschini. «Il decreto, nonostante i cambiamenti significativi, resta non condivisibile», anche per l’Udc, di cui si fa portavoce il capogruppo in commissione ambiente Mauro Libè. Il portavoce dell’Italia dei valori Leoluca Orlando chiede invece che il governo «ritiri il decreto» e che Bertolaso «si dimetta». Sulle dimissioni di Bertolaso è tornata a insistere la capogruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro. Dato che l’opposizione annuncia battaglia («utilizzeremo tutti i tempi che avremo a disposizione», dice Franceschini) il governo si prepara a porre la fiducia: il testo deve essere approvato necessariamente dall’aula di Montecitorio entro venerdì per poi tornare al Senato, come ha chiarito il ministro per i Rapporti con il parlamento Elio Vito.

Tra le novità votate ieri dalla Commissione ambiente c’è anche la cancellazione delle procedure accelerate per la nomina dei commissari straordinari del le emergenze. Verranno regolarizzati i lavoratori precari addetti alla gestione dei rifiuti in alcuni impianti della Campania. Il prezzo del termovalorizzatore di Acerra è fissato per legge a 355 milioni di euro.