Niente ticket il sabato e sconti a tutti

Il Comune ingrana la retromarcia su giorni di pagamento e deroghe alle categorie. La Rozza (Pd): "Ampio mandato per tutelare chi non può usare i mezzi pubblici"

Dopo il ticket da dieci euro, i duri e puri della congestion charge affossano anche un’altra ipotesi anti-popolare. Non si pagherà Ecopass il sabato, seconda retromarcia dopo quella sul super-ticket. Archiviata nella sfera delle fesserie, studiate dagli esperti dell’Amat, annunciate dall’assessore ai Trasporti Pierfrancesco Maran come «ipotesi che sono in effetti sul tavolo» e affossate dai partiti che dicono, bene la guerra a traffico e smog, ma anche gli elettori del centrosinistra fanno i conti con la crisi. Dunque, Ecopass che dal primo gennaio si trasformerà in tassa per tutti si dovrà pagare dal lunedì al venerdì come nell’era Moratti. E si allarga la manica delle agevolazioni e degli sconti. «Dobbiamo prestare attenzione ai lavoratori che non possono fare a meno dell’auto o del furgone» è il mandato della maggioranza assegnato a Maran nei tavoli di trattativa partiti nei giorni scorsi e già programmati fino a fine mese. «Gli abbiamo dato ampio mandato a tutelare categorie come i commercianti, gli artigiani, medici - riferisce la capogruppo del Pd Carmela Rozza - non possono prendere i mezzi pubblici. Prima di ogni decisione, visto che il provvedimento non passerà in consiglio comunale, dopo le consultazioni con le categorie l’assessore tornerà a riferire gli esiti alla maggioranza e faremo insieme la sintesi».
Chi si prepara invece «alle barricate» è la Lega, lo assicura il capogruppo lumbard Matteo Salvini. «Siamo stati critici sul mini-Ecopass della Moratti - ricorda - figuriamoci se non ci opponiamo a questo. Mentre la sinistra fa incontri al chiuso delle stanze, a metà ottobre ascolteremo i cittadini con decine di gazebo in tutta la città». E commentando la presa di posizione ieri del capogruppo provinciale del Pd Roberto Caputo a favore della chiusura del centro storico in alternativa al pedaggio, Salvini afferma: «Io resto convinto che la chiusura del centro sia la soluzione ed Ecopass non serva a un fico secco, ma temo che non sia questa la direzione nè di Maran né di Pisapia».
E mentre la giunta si prepara a concedere sconti e agevolazioni ai commercianti, Legambiente alza la voce: «Chi sono i negozianti per porre dell condizioni? Non se ne può più a Milano di avere queste categorie protette - ha criticato ieri in piazza San Babila dove distribuiva volantini il vicedirettore nazionale dell’associazione ambientalista Andrea Poggio -, le uniche sono quelle deboli, quindi niente privilegi o esenzioni ma al massimo parliamo di esigenze diverse nella città, come quelle degli operatori della sanità, ad esempio, ma non certo dei commerciantì». Piuttosto, incalza, «riorganizzino il carico-scarico merci evitando di girare con i furgoni semivuoti come fa il 40% di loro».
Legambiente con Aci proprio ieri ha presentato la classifica delle città più inquinate. La maglia nera a Torino che dall’inizio dell’anno ha superato i limiti di legge del Pm10 per 82 giorni, Milano è seconda ma gli sforamenti sono stati solo dodici in meno.