Niente velo islamico nelle scuole britanniche

La circolare del governo Blair: "Se il volto dell'allievo è coperto il docente non può giudicare se stia partecipando alla lezione"

Londra - D’ora in poi i presidi britannici potranno vietare l’uso del velo islamico in classe. È già nuova polemica in Inghilterra per la circolare governativa che concede ai presidi la facoltà di decidere sui codici di vestiario degli alunni, compresi quelli che hanno significato religioso come il niqab, il velo che copre interamente il viso delle ragazze musulmane. La direttiva, di cui ieri la Bbc ha anticipato alcuni contenuti, si era resa necessaria in seguito a una vicenda accaduta lo scorso febbraio. Una ragazzina islamica di dodici anni si era vista rigettare dall’Alta Corte la richiesta di annullamento della decisione presa dalla preside della sua scuola, nel Buckinghamshire, che le aveva proibito di indossare a scuola il velo. Allora il governo si era impegnato a riesaminare la questione, sottolineando che i costumi religiosi vanno rispettati, ma questo non deve impedire una relazione chiara e diretta tra allievi e insegnanti.
Secondo quanto anticipato ieri sul sito online della Bbc, nella circolare del governo verrà dunque chiarito che «se il volto dello scolaro è coperto, il docente potrebbe non essere in grado di giudicare la sua reale partecipazione alle lezioni o assicurare il coinvolgimento in dibattiti e altre attività». Sarà quindi facoltà delle singole autorità scolastiche scegliere quale sia la soluzione migliore. Le rappresentanze dei presidi hanno espresso una generale soddisfazione di fronte alla decisione del governo, definendola portatrice di chiarezza e garanzia per tutte le scuole, soprattutto dopo le polemiche fattesi sempre più aspre negli ultimi anni sull’abbigliamento religioso.
Divisa a metà invece la comunità islamica inglese. Per alcuni rappresentanti musulmani la decisione è assolutamente inaccettabile. «Si tratta di una direttiva scioccante – ha dichiarato ieri alla Bbc Massoud Shadjareh, presidente della commissione islamica per i diritti umani –. I vari ministri che hanno affrontato la questione educativa hanno completamente fallito nel dare delle direttive opportune dal punto di vista di quanto richiesto dalla commissione. Ora diffondere una circolare “contro” la comunità islamica è semplicemente scioccante».
Più conciliante il giudizio del portavoce del Muslim Council of Britain’s, l’organismo che rappresenta la maggioranza dei musulmani inglesi. Secondo Tahir Alam quanto deciso alla fine non altera di molto l’attuale situazione. «La maggior parte delle scuole – ha spiegato ieri – è in grado di risolvere questo problema a livello locale». Infine c’è stato anche chi ha accolto favorevolmente la presa di posizione governativa. «Quando nascondi il viso non solo disumanizzi la persona – ha spiegato il dottor Tag Hargey del Muslim Education Centre – ma crei una barriera comunicativa tra le persone e le varie comunità. Personalmente ritengo che prima ci disfiamo di questo velo, di questa maschera, meglio sarà».
Di parere diametralmente opposto Ayshah Ishmael, insegnante in una scuola femminile musulmana di Preston. In classe insegna a volto scoperto, ma fuori indossa regolarmente il niqab. Secondo la donna il velo promuove perfino una sorta di eguaglianza. «Quando lo porti – ha spiegato – vieni giudicata per chi sei e non per che cosa sei».
Va detto ad ogni modo che la circolare del governo non detta una regola assoluta riguardo al codice di vestiario scolastico. Non dà consigli né suggerimenti in merito a che cosa ammettere e a che cosa vietare. Per la prima volta però, concede ai singoli presidi la facoltà di decidere su una questione che troppe volte è stata strumentalizzata o trascinata nelle aule dei tribunali.