Nigeria, attacchi ad Agip e Total Via i tecnici Shell

da Lagos

Giornata di fuoco nel delta del Niger, dove i guerriglieri che hanno messo nel mirino gli impianti di estrazione del petrolio hanno messo a segno due colpi in una sola giornata, uno dei quali ai danni dell’italiana Agip.
L’episodio più drammatico ha però riguardato la Total. Tre poliziotti nigeriani sono stati uccisi nell'assalto di un commando di uomini armati agli impianti del gruppo petrolifero francese a Obagi; nessun dipendente della Total è stato ferito. In questa località vengono estratti 35-40mila barili di greggio al giorno, e la Total ha comunicato che nonostante l’attacco il lavoro di estrazione andrà avanti.
Nella notte un commando armato di ribelli nigeriani aveva attaccato una stazione di pompaggio della compagnia petrolifera italiana Agip, appartenente al gruppo Eni, a Tebidaba, sempre nello stato di Bayelsa nel sud della Nigeria. «Non so se ci siano delle perdite, dei feriti, o degli ostaggi», ha riferito un ufficiale delle forze di sicurezza nigeriane, confermando che gli impianti sono stati attaccati da un gruppo di uomini armati. Tre cittadini italiani sono ostaggio del gruppo guerrigliero Mend, attivo nella zona petrolifera del delta del fiume Niger, dal 7 dicembre.
Intanto la compagnia petrolifera Shell ha fatto evacuare dalla regione circa 400 familiari dei suoi dipendenti dopo l'esplosione di un'autobomba nel compound di Port Harcourt, dove si trovano le residenze dei lavoratori. «Stiamo spostando dipendenti e familiari in altri alloggi. Si tratta di una misura precauzionale, in seguito ai recenti avvenimenti nella regione», ha precisato il portavoce della compagnia.