Nigeria, attacchi a chiese e attentati: decine di morti

Almeno sei persone sono rimaste uccise in attacchi compiuti alla vigilia
di Natale contro due chiese nel nord-est della Nigeria, dove altre 32
persone sono rimaste uccise in diverse esplosioni a Jos, nel centro del
Paese, teatro di violenti scontri tra cristiani e musulmani nel recente
passato

Attacchi e violenze hanno funestato la vigilia di Natale in Nigeria. Esplosioni a catena a Jos, nello stato centrale di Plateau, hanno provocato la morte di almeno 32 persone e il ferimento di altre 72 mentre altre sei persone sono rimaste uccise durante la messa di Natale in attacchi compiuti da presunti estremisti islamici contro due chiese a Maiduguri, nel nord-est del più popoloso Paese africano. Una delle due chiese è stata anche data alle fiamme e tra le sei vittime figura un sacerdote. "Si sospetta che gli uomini armati facciano parte del gruppo islamico Boko Haram", ha detto il tenente della polizia locale Abukabar Abdullahi. Il gruppo Boko Haram lo scorso anno si è reso responsabile di vari atti di violenza religiosa nel nord della Nigeria ed è accusato di essere dietro ad una serie di attacchi avvenuti negli ultimi mesi.

A Jos, invece, nella cosiddetta 'Middle Belt', una regione già teatro di gravissimi scontri tra cristiani del sud e musulmani del nord, almeno sette esplosioni - secondo la polizia locale - hanno causato una carneficina. "Ci sono stati 32 morti e 74 feriti", secondo il commissario Abdulrahman Akano, responsabile dello stato di Plateau. La 'Middle Belt' è stata teatro nel recente passato di violenze inter-religiose ed inter-etniche che hanno causato la morte di centinaia di persone dall'inizio dell'anno. "La situazione è preoccupante e il governo farà tutto il possibile per catturare gli autori di questi atti malvagi", ha detto il governatore dello stato di Borno, Ali Sheriff, commentando gli attacchi contro le due chiese di Maiduguri.