Nigeria, liberati i due tecnici dell'Impregilo rapiti

Lucio Moro e Luciano Passarin, i due tecnici italiani dell'Impregilo rapiti in Nigeria venerdì scorso, sono stati liberati. Erano stati sequestrati a seguito di un conflitto a fuoco vicino a Port Harcourt, nel Delta del Niger. Nelle mani dei ribelli restano ancora due italiani rapiti a dicembre

Abuja - La Farnesina ha confermato il rilascio dei due tecnici italiani dell'Impregilo rapiti in Nigeria venerdì scorso. Lucio Moro e Luciano Passarin erano stati sequestrati a seguito di un conflitto a fuoco vicino a Port Harcourt, nel Delta del Niger, al quale era invece sfuggito un terzo connazionale. I due italiani erano stati rapiti mentre stavano lavorando alla costruzione di un ponte per il gruppo di costruzione italiano. In seguito al loro rapimento la Farnesina aveva chiesto l'evacuazione di tutti i cittadini italiani presenti nell'area.
Non si è capito quale fosse il gruppo ad aver organizzato il sequestro. Il principale indiziato, il Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend), aveva smentito qualsiasi coinvolgimento nel rapimento. Jomo Gbomo, portavoce dei guerriglieri che si battono contro il governo centrale per il controllo delle risorse petrolifere del Delta, aveva dichiarato: "Non siamo stati noi". Però Gbomo aveva ammesso di sapere chi tiene in ostaggio i tecnici italiani.

I due italiani ancora prigionieri Restano ancora nelle mani dei sequestratori del Mend - il Movimento di emancipazione del delta del Niger che aveva immediatamente negato la responsabilità del rapimento dei due tecnici dell'Impregilo - Francesco Arena e Cosma Russo, dipendenti dell'Eni, ostaggio dal 7 dicembre scorso. Intanto si apprende che i due ostaggi italiani ancora sotto sequestro saranno tenuti in isolamento. Lo ha annunciato in un messaggio un portavoce del gruppo. "Senza alcun dubbio, gli italiani saranno tenuti in isolamento fino alla loro eventuale liberazione che, ve l'assicuro, non ci sarà prima di molto tempo", si afferma nel comunicato. Finora gli ostaggi italiani erano stati autorizzati a parlare al telefono con le famiglie e gli avvocati. Il Mend definisce un "enorme errore" la fuga dell'ostaggio libanese Imad Saliba, che - secondo il gruppo - è stata organizzata dall'Agip e dalle autorità dello Stato di Bayelsa (sud della Nigeria). "La nostra reazione verrà con il tempo. Siate certi che sarà radicale. Hanno fatto un enorme errore", sottolinea il Mend.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema esprime «viva soddisfazione» per la liberazione di Lucio Moro e Luciano Passarin. D'Alema si rallegra per la felice conclusione della vicenda e sottolinea che la Farnesina continua a perseguire con il massimo impegno e determinazione anche la liberazione dei due tecnici italiani dell'Eni tuttora tenuti in ostaggio dal Mend. A questo scopo, fa notare il ministero degli Esteri, proseguono i contatti e le iniziative, in stretta collaborazione con le altre istituzioni italiane e con l'Eni, e in costante raccordo con le Autorità nigeriane, in vista di una soluzione positiva anche per questo doloroso caso.