Nigeria, liberati i quattro ostaggi italiani

Rilasciati dopo 32 giorni di prigionia i tecnici della Chevron rapiti
dai ribelli. Le famiglie gioiscono. Oggi è previsto il rientro. Dovevano essere consegnati giovedì al nostro console onorario, ma la Farnesina lo ha bloccato. I guerriglieri del Mend: "Pronti a dialogare con il governo, ma non interromperemo gli attacchi"

Dopo 32 giorni di sequestro in Nigeria è finito l’incubo dei sei lavoratori della Chevron, quattro dei quali italiani, tenuti in ostaggio dai guerriglieri del Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend). I ribelli hanno mantenuto la promessa e liberato Ignazio (Luca) Gugliotta, Alfonso Franza, Raffaele Pascariello, Mario Celentano e i loro colleghi, l’americano John Stapleton, e il croato Jurica Ruic. Ieri mattina alle 11.30, le 12.30 in Italia, gli ostaggi sono stati rilasciati vicino a Yanagoa, la capitale dello stato di Bayelsa. Ad attenderli c’erano il neoeletto governatore Timipri Sylva e il senatore David Brigidi.
I sei ostaggi, dice con un messaggio e-mail Jomo Gbomo, portavoce del Mend, «dovevano essere inizialmente consegnati al console onorario italiano, Pillon Pino, che per motivi di sicurezza non ha potuto prendere parte al rilascio». In realtà Pillon era pronto a riprendersi gli ostaggi, anche di notte, come riferisce sul sito del Corriere della sera il giornalista Massimo Alberizzi, che sostiene di essere stato coinvolto nelle trattative delle ultime ore. Il ministero degli Esteri, però, ha revocato all’ultimo momento il mandato al console onorario, che stava agendo di sua iniziativa.
La liberazione era stata rimandata di due giorni rispetto all’impegno iniziale del Mend a causa di problemi logistici e «incomprensioni» non meglio specificate. I servizi italiani hanno lavorato per smussare gli angoli e sarà un caso, ma il lieto fine è coinciso con il 2 giugno, festa della Repubblica.
«Questo rilascio non significa in alcun modo l’intenzione di interrompere i sequestri, ma piuttosto la nostra disponibilità a dialogare con un governo pronto a farlo», si legge nel comunicato del Mend. Nonostante le minacce di altri rapimenti, l’aspetto più interessante è che i guerriglieri colgono l’occasione per annunciare una tregua. «Il Mend è disposto a dialogare con il governo nigeriano, ma solo attraverso intermediari scelti da noi in presenza di un arbitro imparziale accettabile da tutti», spiega Gbomo.
«Sospenderemo gli attacchi contro gli impianti petroliferi per un mese. Speriamo - è l'annuncio - che il governo possa sfruttare questo periodo di tempo per riflettere su misure positive e realistiche nella direzione di una pace giusta nel Delta. Terminato questo periodo, riprenderemo gli attacchi (...) su scala più ampia».
Il Mend aveva annunciato, fin dalle prime ore dopo il sequestro, che la liberazione dei sei ostaggi sarebbe avvenuta il 30 maggio, un giorno dopo l’insediamento del nuovo capo dello stato, Umaru Yar'Adua. Il presidente ha convocato nella capitale vari interlocutori per trovare una soluzione pacifica alla crisi del Delta. I guerriglieri hanno bollato la riunione come «un carnevale» per far capire che anche i loro rappresentanti di fiducia devevano essere ascoltati. Gli italiani liberati si trovano già nella sede della Chevron in Nigeria e sono stati sottoposti a visite mediche. Il rientro in patria è previsto per oggi. «L'ho sentito al telefono e mi ha detto che sta bene» ha detto Sara Zocco, la moglie di Ignazio Gullotta, uno degli ostaggi.
In Nigeria i rapimenti purtroppo non si fermano e ieri sono stati sequestrati sette indiani in un conflitto a fuoco che è costato la vita a due poliziotti. A Port Harcourt, nel Delta del Niger, uomini armati travestiti da agenti hanno fatto irruzione nella residenza della ditta Schlumberger Ltd portando via quattro tecnici petroliferi, fra i quali un olandese ed un britannico.