Nigeria, il Mend: "Gli ostaggi stanno bene" Attaccati altri tre impianti. Due sono Agip

I ribelli annunciano che "i sei rapiti della Chevron (tra cui i 4 italiani) sono in buone condizioni" e negano l'esistenza di trattative in corso. Questa mattina il gruppo ha assaltato altri tre stabilimenti delle compagnie petrolifere

Lagos - "Gli ostaggi stanno bene e non hanno bisogno della visita di funzionari della Croce Rossa. Vengono nutriti con quello che è disponibile nel campo in cui sono tenuti": così un passaggio della e-mail inviata ieri sera dal Movimento per l’emancipazione del delta del Niger (Mend) ad alcune testate nigeriane che avevano chiesto aggiornamenti sullo stato di salute dei sei dipendenti stranieri della Chevron rapiti, tra i quali quattro tecnici italiani. "Non ci sono negoziati in corso per il rilascio degli ostaggi. Abbiamo detto chiaramente nei nostri comunicati che non abbiamo intenzione di negoziare il loro rilascio prima del 30 maggio, quando, speriamo, il governo in carica sarà finalmente uscito di scena", aggiungono i ribelli nigeriani in un botta e risposta con la redazione del Times of Nigeria, ha reso noto in una nota la Misna, agenzia di stampa dei missionari. "Trattenendo gli ostaggi fino al 30 maggio abbiamo chiaramente dimostrato l’incapacità del regime di Obasanjo (Olusegun, il presidente uscente della Nigeria) di fermare i disordini nel Delta attraverso i metodi draconiani usati in passato", si legge ancora nella mail firmata dal portavoce del Mend, Jomo Gbomo.

Altri attacchi Il movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend) ha rivendicato la distruzione di tre importanti oleodotti, avvenuta questa mattina nel Sud del Paese. L’obiettivo, recita un comunicato del Mend, è "danneggiare l’industria dell’esportazione del petrolio nell’intero delta del Niger". In un comunicato diffuso via email il gruppo ha detto che il terminale per l’export Brass dell’Agip che normalmente esporta 200mila barili al giorno, è stato interessato dall’episodio. L’Eni conferma che in Nigeria "le pipelines Ogoda-Brass e Tebidaba-Brass sono state oggetto di sabotaggio. La produzione dai giacimenti di Akri e Oshi è stata sospesa in via precauzionale e sono già state avviate - spiega il gruppo petrolifero in una nota - le operazioni per il ripristino delle pipelines".

Rivendicazione Il Mend, che chiede il controllo in sede locale della ricchezza generata dalla attività petrolifere nell’area povera del Delta, minaccia di far saltare in aria altri oleodotti tra oggi e il 29 maggio, data in cui è previsto il passaggio di consegne fra i membri dell’attuale governo e i loro successori. "Oggi all’una ora nigeriana (le 2 di notte in Italia), i combattenti del Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger hanno attaccato e distrutto tre importanti oleodotti nello Stato del Delta del Niger di Bayelsa", ha detto il portavoce del Mend, che usa lo pseudonimo di Jomo Gbomo. "Due di questi oleodotti sono nel territorio di Akasa e il terzo è a Brass. Hanno riferito di un immediato calo di potenza al terminale Brass dell’Agip per la distruzione dell’oleodotto a Brass", ha aggiunto.

Conferme Le autorità nigeriane hanno confermato l’attacco messo a segno oggi ai tre oleodotti nella regione meridionale del paese dal Mend. Il leader della forza anti-pirateria sostenuta dal governo, Joshua Benemesia, ha dichiarato di aver avuto contatti con le guardie di stanza nello stato di Bayelsa, che gli hanno confermato gli attacchi in due aree della regione: Brass e Akassa. Benemesia non ha precisato la capacità delle infrastrutture colpite.