Nigeria, gli ostaggi italiani: "Il governo non fa abbastanza"

Lagos - Cosma Russo e Francesco Arena, i due ostaggi italiani del gruppo Agip sequestrati lo scorso 7 dicembre in Nigeria dai guerriglieri del Mend, hanno oggi chiesto al governo di Roma di «fare di più» per ottenere la loro liberazione. Lo hanno detto gli stessi ostaggi in dichiarazioni alla radio francese Rfi, precisando di essere «trattati bene» dai guerriglieri del Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger, ma di trovarsi «in un accampamento militare, con tutti i rischi che ciò comporta». Il governo italiano «deve fare di più», anche un «miracolo se necessario», afferma Russo nell'appello lanciato su Radio France International. «È da 64 giorni che siamo qui. Al governo italiano vogliamo dire semplicemente che siamo stanchi. Siamo sicuri che stanno lavorando per farci liberare ma bisognerebbe fare qualcosa di più, un miracolo se necessario», ha detto Russo al telefono con la radio francese, con l'accordo dei rapitori. «Qui soffriamo l'inferno» ha aggiunto Arena. I due italiani sono in ostaggio insieme al libanese Imab Saliba.

Viceministro in missione Il vice ministro degli Esteri Franco Danieli e il capo dell'unità di crisi della Farnesina, Elisabetta Belloni, si trovano in Nigeria con lo scopo di favorire una soluzione positiva del sequestro di Cosma Russo e Francesco Arena, i due dipendenti Agip rapiti lo scorso 7 dicembre assieme a un collega libanese dai separatisti del movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend). A quanto si apprende, Danieli e Belloni oggi pomeriggio hanno incontrato il ministro degli Esteri nigeriano e domattina saranno ricevuti dal governatore dello stato di Bayelsa, nel delta del Niger, dove sarebbero trattenuti gli ostaggi. Nei loro contatti con referenti locali, gli italiani presentano dei progetti che l'Eni intende realizzare nel settore ambientale nel paese africano.