Nigeria, il Papa condannale stragi contro i cristiani:fermare le mani dei violenti

All'indomani degli <a href="/esteri/massacro_nigeriauna_bomba_chiesadecine_vittime/25-12-2011/articolo-id=564163-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>attentati in Nigeria</strong></a>, il Santo Padre esprime "profonda tristezza" per i cristiani perseguitati nel mondo: "La violenza conduce alla morte"

Una "profonda tristezza" non solo per gli attentati alle chiese in Nigeria, che hanno portato "lutto e dolore" nel giorno di Natale, ma per tutti i cristiani che quotidianamente vengono perseguitati in tutto il mondo. Durante l'Angelus nel giorno di Santo Stefano, papa Benedetto XVI ha lanciato un appello affinché "si fermino le mani dei violenti". "La violenza - ha detto il Santo Padre - è una via che conduce solamente al dolore, alla distruzione e alla morte".

"Il Santo Natale suscita in noi, in modo ancora più forte, la preghiera a Dio affinchè si fermino le mani dei violenti, che seminano morte e nel mondo possano regnare la giustizia e la pace", ha detto il Pontefice ricordando che "la nostra terra continua ad essere intrisa di sangue innocente". "Ho appreso con profonda tristezza la notizia degli attentati che, anche quest’anno nel Giorno della Nascita di Gesù, hanno portato lutto e dolore in alcune chiese della Nigeria", ha detto Benedetto XVI che ha manifestato la propria vicinanza "alla comunità cristiana e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo assurdo gesto e invito a pregare il Signore per le numerose vittime. Faccio appello affinchè con il concorso delle varie componenti sociali, si ritrovino sicurezza e serenità". Il Papa ha ripetuto ancora una volta con forza: "La violenza è una via che conduce solamente al dolore, alla distruzione e alla morte; il rispetto, la riconciliazione e l’amore sono la via per giungere alla pace".

Nel giorno in cui la Santa Chiesa commemora il sacrificio del primo martire cristiano, Benedetto XVI ha voluto esprimere vicinanza ai cristiani perseguitati. "La nascita del Figlio di Dio - ha detto dopo la recita dell’Angelus - ci incoraggia a testimoniare la sua presenza in mezzo al suo popolo anche nell’avversità". "Pensiamo - ha proseguito - a tutti i cristiani perseguitati nel mondo, che seguendo l’esempio di Santo Stefano danno la vita a causa della loro fede". E la conclusione: "Il Papa non li dimentica".