Nigeria, rapiti quattro tecnici italiani Ore di ansia, trattative aperte

I guerriglieri del Mend hanno <strong><a href="/a.pic1?ID=175001">rivendicato l'attentato</a></strong>. Queste le condizioni per la liberazione degli ostaggi: nessuna trattativa per un riscatto in denaro, indipendenza della regione del Delta e lotta alla povertà con i proventi dell’estrazione del greggio

Lagos - Sono ore di attesa per la sorte dei tecnici petroliferi - quattro di loro sono italiani, gli altri un americano e a un croato - di una ditta che fa capo al gigante Usa Chevron, rapiti ieri dal Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (Mend)che ha subito rivendicato il sequestro conferendogli una precisa connotazione politica. Attraverso una mail indirizzata a diversi organi di stampa, il portavoce del Mend, Jomo Gbomo, ha assicurato che, se non ci saranno tentativi di ottenere il loro rilascio attraverso il pagamento di somme di denaro, gli ostaggi saranno rilasciati il 30 maggio prossimo. Le condizioni dei guerriglieri appaiono chiare: nessuna trattativa per un riscatto in denaro e la richiesta al nuovo presidente nigeriano Yar Adua Athan di indipendenza della regione del Delta e di lotta alla povertà con i proventi dell’estrazione del greggio. Per riportare sani e salvi a casa Raffaele Pascariello, Alfonso Franza, Ignazio Gugliotta e Mario Celentano la Farnesina e la sua Unità di crisi si sono immediatamente messe al lavoro attivando tutti i canali, già collaudati in passato in analoghe circostanze.

È un lavoro condotto con grande prudenza e massimo riserbo ed improntato ad un forte «senso di responsabilità ». Lo stesso che il ministro degli Esteri Massimo D’Alema - a poche ore dalla notizia del sequestro - ha sollecitato ai media. In particolare, il titolare della Farnesina ha invitato i mezzi di informazione a controllare «rigorosamente le fonti e la loro attendibilità», ma soprattutto ad «astenersi dal divulgare notizie non confermate» adottando «la massima discrezione nel trattare una vicenda che, come analoghe in passato, presenta aspetti assai delicati».

I guerriglieri indipendentisti del Mend sono gli stessi che nel dicembre scorso avevano sequestrato i dipendenti dell’Eni, Francesco Arena, Cosmo Russa e Roberto Dieghi, poi rilasciati. Con quest’ultimo rapimento, salgono a nove gli italiani presi in ostaggio in Nigeria in soli cinque mesi, nonostante - da tempo - l’Unità di Crisi della Farnesina abbia segnalato «l’estrema pericolosità» del Paese africano. Sul sequestro la Procura di Roma ha annunciato l’apertura di un fascicolo.