Nigeria, tornano a casa Russo e Arena

Arena e Russo, i due tecnici dell'Agip sequestrati il 7 dicembre, sono stati rilasciati. <a href="/a.pic1?ID=164114"><strong>Arena: &quot;Siamo stati trattati bene&quot;</strong></a><strong>. </strong>Soddisfazione di Prodi e Napolitano. D'Alema: &quot;Via gli italiani dal Delta&quot;

Roma - Sono attesi in Italia intorno all'una Francesco Arena e Cosma Russo, i due tecnici dell'Eni rilasciati la scorsa notte in Nigeria, dove il 7 dicembre scorso erano stati rapiti dai separatisti del Movimento per l'Emancipazione del Delta del Niger (Mend). A quanto si apprende da fonti della Farnesina, Arena e Russo arriveranno all'aeroporto romano di Ciampino a bordo di un aereo militare.

Il sequestro dei tecnici italiani era stato rivendicato dalla guerriglia del Movimento per la liberazione del Delta del Niger (Mend), in lotta contro il governo federale nigeriano, reo ai suoi occhi di privare la popolazione locale Ijaw degli ingenti proventi del petrolio. Parallelamente alla liberazione di Arena e Russo, il Mend ha annunciato questa sera che in futuro prenderà in ostaggio altri stranieri e che continuerà i suoi attacchi contro impianti petroliferi nello stato nigeriano di Bayelsa, prioritariamente contro quelli gestiti dall'Eni. Il leader e portavoce del Mend, Jomo Gbomo, ha negato che siano state avanzate richieste di riscatto e ha sempre sottolineato, nei frequenti contatti allacciati con i media internazionali, che gli obiettivi del suo movimento erano esclusivamente di natura politica.

Ancora pochi giorni fa Gbomo aveva fatto sapere in una mail all'Ansa che i due ostaggi stavano bene ma che i tempi del loro rilascio potevano essere assai lunghi. Lunedì scorso il presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, in un incontro con il presidente del Consiglio Romano Prodi, si era impegnato ad "adoperarsi anche personalmente" per la liberazione dei rapiti. Prodi aveva parlato di prospettive "incoraggianti". Il sequestro dei tecnici dell'Agip si era brevemente intrecciato con quello di altri due italiani, Lucio Moro e Luciano Passarin, entrambi friulani, dipendenti della 'PGH', società collegata alla Impregilo, catturati il 23 febbraio e rilasciati dopo tre giorni. Il Mend ha negato ogni coinvolgimento in quest'ultima azione.

Il Mend è venuto alla ribalta solo nel corso dello scorso anno con rapimenti, sabotaggi di oleodotti e attacchi allepiattaforme di Agip, Chevron e Shell, le principali compagnie petrolifere che operano nella regione. Il suo obiettivo dichiarato è la separazione dalla Nigeria e una redistribuzione dei redditi petroliferi a favore dellapoverissima comunità Ijaw, che conta circa 14 milioni di persone. L'origine e la reale forza del movimento sono misteriosi. Isuoi membri si definiscono combattenti per la libertà. Attribuiscono ogni responsabilità della attuale situazione al presidente federale Olusegun Obasanjo, che li costringerebbealla lotta armata (sono una trentina i soldati nigeriani uccisinel 2006 in scontri con la guerriglia).

La regione del Delta del Niger dove è attivo il Mend è un territorio della Nigeria del sud dai forti contrasti. Poverissimo, galleggia su un lago di greggio (stimato in 34,5 miliardi di barili) e gas (circa 2,7 miliardi di miliardi di metri cubi). Nella Nigeria, di gran lunga il più popoloso statodell'Africa con circa 130 milioni di abitanti, oltre la metàdella popolazione vive con meno di un dollaro al giorno. Laricchezza del petrolio nelle regioni del Delta del Niger restaper lo più confinata nelle mani delle multinazionali delpetrolio, che ne sfruttano i giacimenti, e del governo centraledi Abuja. I progetti di estrazione petrolifera stravolgonospesso antichi equilibri e l'inquinamento distrugge estesi territori.

Napolitano: viva soddisfazione Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso viva soddisfazione per la liberazione dei due cittadini italiani. Il Capo dello Stato ha rinnovato il più caloroso apprezzamento per l'impegno delle istituzioni italiane e dei loro rappresentanti in Nigeria che, con la collaborazione delle autorità nigeriane, hanno raggiunto l'obiettivo tenacemente perseguito della liberazione dei due lavoratori sequestrati. Lo comunica una nota del Quirinale.

Prodi: efficace lavoro di squadra Romano Prodi esprime "sollievo e soddisfazione" per la liberazione dei due ostaggi italiani che erano stati rapiti in Nigeria. "La notizia della liberazione dei nostri concittadini Cosma Russo e Francesco Arena, - si legge in una nota - mi riempie di sollievo e di soddisfazione. Il positivo risultato, lo voglio ricordare oggi, è certamente frutto dell'impegno di molti e di un efficace lavoro di squadra. Ringrazio il viceministro Franco Danieli, l'unità di crisi della Farnesina, il Sismi, le strutture di dirigenza dell'Eni che hanno saputo operare in stretto coordinamento".

D'Alema: via gli italiani Il ministro degli Esteri Massimo D'alema non ha voluto dire se sia stato pagato un riscatto per ottenere la liberazione degli ultimi due tecnici italiani che erano in mano ai militanti del Mend in Nigeria: "Di questi temi si occupa la magistratura. Il ministero degli Esteri si occupa di salvare le persone, che è già un lavoro molto impegnativo". Il capo della Farnesina ha inoltre ricordato che per la Nigeria rimangono in vigore "indicazioni molto precise" di ridurre al massimo la presenza di lavoratori e tecnici italiani e di rafforzare le misure di sicurezza in una zona che resta molto pericolosa. D'Alema, che ha definito questo rapimento una vicenda molto complicata, ha detto che la liberazione dei due tecnici è stata ottenuta grazie alla collaborazione di tutti gli organi istituzionali, dell'Eni e grazie anche alla discrezione con cui è stata condotta la vicenda.