Niguarda, un dono per i prematuri

Babbo Natale a Niguarda è già arrivato ieri. Un Babbo Natale tecnologico che ha portato un dono del valore di 122mila euro ai più piccoli. Agli scriccioli prematuri che non potranno apprezzarlo. Lo apprezzeranno, invece - e tanto - i loro genitori. Questo regalo natalizio eccezionale dovrebbe evitargli di diventare ciechi. Si tratta di un'apparecchiatura sofisticata, (l'unica a Milano e la sesta in Italia) una sorta di «macchina fotografica digitale», che è in grado di scoprire se il neonato soffre di retinopatia, una patologia gravissima che può portare alla cecità. La Retcam, questo il nome dell'importante strumentazione, è stata consegnata, al reparto di oculistica pediatrica diretto da Elena Piozzi, da un'assistente particolare di Babbo Natale: Lorella Cuccarini, Si deve, infatti, alla showgirl se ai bambini nati pretermine del Niguarda potranno essere diagnosticate precocemente patologie malformative ed ereditarie, retinopatia e retinoblastoma. Nella scorsa maratona televisiva «Trenta ore per la vita» è riuscita a recuperare i 122mila euro necessari per acquistare la Retcam: li ha forniti Capitalia. Un dono che si rivelerà molto utile perché sono molti i neonati che ne potranno trarre beneficio. Ben il 43% dei prematuri che pesano meno di 600 grammi è affetto da retinopatia, come il 38% di coloro che arrivano agli 800 grammi. Adesso sarà possibile diagnosticare subito e facilmente questa patologia tramite la Retcam. Questa permette foto digitali che rilevano l'estensione delle lesioni oculari e monitorare le eventuali terapie. Rilievi possibili per mezzo di un esame non invasivo. Ma come funziona esattamente? «Una sonda - risponde la dottoressa Elena Piozzi - viene semplicemente appoggiata sulla superficie dell'occhio e così le immagini possono essere viste in tempo reale su di uno schermo ad alta risoluzione».