Niko, a Rivisondoli è sbocciata una stella

nostro inviato a Rivisondoli

Avete appena attraversato un deserto? Avete appena fatto l’amore con chi, con un semplice sguardo, una sera vi aveva tolto il respiro? Avete vinto un milione alla lotteria? Allora infischiatevene del grande ristorante, tanto troverete tutto squisito, anche del pane raffermo inzuppato nell’acqua. Ma se come me, siete reduci da una notte lunga e un sonno corto, e avete nel corpo 600 km di autostrada, e nella testa l’immagine di un letto, ci vuole un motivo forte per non fermarsi a Pescara e insistere per altri cento km fino a Rivisondoli. Non solo: ci vuole proprio un cuoco coi fiocchi per trovare ogni piatto eccellente, quando verso mezzanotte sarebbero bastati un tè caldo, due biscotti e tre coccole per sentirsi bene.
Tutto questo a Rivisondoli, ai piedi della Maiella, più metri di quota, 1.310, che abitanti, 684. Due di loro, fratello e sorella trentenni, li ritroviamo al Reale, Niko Romito in cucina e Christiana in sala. E loro madre Giovanna al garni Le Cernaie, telefono 0864.640016. Il Reale una volta era un albergo. Quando aprì, nel 1911 come Appenninis Grand Hotel, era l’unico in questa zona di grande montagna e grande sci. Poi un giorno passò il re e l’insegna cambiò. In epoca ben più vicina a noi invece, i mutamenti hanno interessato quella che nel tempo era diventata una pasticceria e che Antonio Romito decise di trasformare in un ristorante. Era il ’96, due anni e il suo sogno saliva con lui in cielo.
Niko, anni 23, scomparso suo padre, mollò economia a Roma e si inventò cuoco. Decisiva nella sua crescita un’esperienza da Caino a Montemerano (Grosseto). Oggi abbiamo uno dei più seri interpreti dell’alta cucina italiana, quella che attinge alle migliori materie prime per interpretarle secondo intelligenza creativa propria, senza scopiazzare le mode e senza rifugiarsi nei giochetti di prestigio per gonzi. Firmassi la guida Espresso, ecco il giovane che premierei quest’anno, fossi il Bibendum ecco una nuova stella. Qui posso solo sollecitare i lettori a ritagliarsi una giornata per vivere un momento di altissima qualità. Io sono rinato, al capolinea di una giornata “impossibile”, con Animelle croccanti in agrodocle con peperoni; Pancotto scomposto; Panzanella di trippa; Spaghetti rustici aglio, olio e peperoncino in versione estiva; Ravioli di parmigiano burro, uvetta e limone condito; Piccione con emulsione fredda di fegato e olio (unica preparazione da rivedere nei dettagli, non nell’idea); Pollo patate e peperoni; Maialino porchettato e infine Zuppa di ciliegie con gelato di latte di pecora. Sbalorditivo.
E-mail: paolo.marchi@ilgiornale.it