Nimex, tenta la scalata l’ex presidente

Aveva guidato il mercato delle materie prime di New York dal ’78 all’87

da Milano

Michel Marks, ex presidente del Nymex, è alla guida di un consorzio creato per conquistare la Borsa newyorkese delle materie prime. A rivelarlo l'edizione di ieri del New York Post, che definisce Marks come «l'uomo che ha portato il trading di petrolio al Nymex 30 anni fa».
Marks ha ricoperto la carica di presidente della Borsa delle materie prime dal 1978 al 1987. Da allora e fino allo scorso 24 giugno, aveva svolto il ruolo di membro del consiglio dei governatori. Marks si era poi dimesso spiegando in una lettera scritta ai membri del comitato di «poter rappresentare meglio gli interessi della compagnia».
Marks è stato senza dubbio la figura di maggior spicco del Nimex, trasformato da listino periferico, e dunque marginale per gli Usa, nel terzo più grande mercato a livello mondiale. La deregulation dei prezzi del petrolio e dei carburanti, introdotta dal presidente americano Ronald Reagan nel 1980, aveva consentito a Marks di fare decollare i future petroliferi, al termine di un biennio in cui il Nimex era ancora troppo legato ai prezzi imposti dall’Opec.
Oggi il mercato newyorchese delle materie prime è diventato, per usare la felice definizione di un dealer, una «mucca da quattrini». Il mese scorso uno dei suoi 816 seggi è stato ceduto per 2,4 milioni di dollari, il 24% in più rispetto al record precedente dell’ottobre 2004. Logico quindi che il Nimex faccia gola. Infatti: nell’agosto del 2004 era stata respinta un’offerta della Parthenon Capital da 980 milioni di dollari per acquisirne la maggioranza; e identica sorte era toccata nell’aprile scorso al Blackstone Group e a Battery Ventures che avevano proposto di rilevare il 20% del Nimex per 185 milioni di dollari e ottenere due posti in consiglio, destinato a essere ridotto da 24 a 11 membri. Ora ci prova Marks, l’uomo che meglio di tutti conosce il Nimex. Forse ce la farà.