Nino Costa, l'eleganza del Roero

I l Roero è una regione collinare del Piemonte a sinistra del fiume Tanaro, di gialle terre sabbiose ricche di fossili marini. Qui, nel comune di Montà, si trova un piccola azienda i cui vini ci hanno stregato. Parliamo di Stefanino Rosso (ma in etichetta è scritto Nino Costa) che possiede sette ettari in prima fila in queste magiche colline. un'azienda familiare, che fa vini da generazioni e che pur praticando una viticoltura di tipo tradizionale non disdegna le tecnologie più moderne in cantina. Cantina dove da un lato riposano in botti grandi e in barrique i vini più importanti e dall'altro, in un locale nuovo, ci sono vasche completamente in acciaio inox dove scaldano i muscoli i vini più freschi e giovani.

Quattro i vini che abbiamo assaggiato, due bianchi e due rossi. Il primo bianco è il Roero Arneis docg Sarun, esemplare da manuale di un grande vino attualmente piuttosto sottovalutato. L'annata 2016, che ha fatto sette mesi in acciaio inox con la tecnica del bâtonnage, è elegantissima, con fiori delicati e frutta esotica al naso, e in bocca sapido e minerale (come piace a noi). L'altro bianco è più internazionale e «costruito», il Langhe doc Ricordi da uve Arneis, Riesling e Sauvignon che abbiamo assaggiato nell'edizione 2015 che ha un naso satinato e mieloso e una bocca di grande pienezza.

I rossi: il Langhe doc Nebbiolo Cabora 2015, che affina per il 90 per cento in vasca di acciaio e per il 10 per cento in botte, è un piemontese nell'anima, discreto, sommesso: naso di frutti rossi e bocca dal tannino gentile ma vibrante e buona persistenza. Ma il vero campione è il Roero docg Gepìn, cha fa oltre trenta mesi in botte e poi riposa un anno in bottiglia e ha un naso ricco di richiami terziari (frutta secca, cacao, caramello) e una bocca sontuosa, setosa, sensuale. Un assaggio imperdibile.