Nino Frassica il «vice mattatore»

Comici già noti ed esordienti per il cabaret itinerante

Viviana Persiani

Tra lustrini e paillettes, a suon di risate e di improvvisate, Nino Frassica, sulla scena del Teatro delle Erbe, nei panni di Tommy Paradise, presenta da questa sera la quinta edizione di Colorado Café Live.
Nato da un'idea del mattatore Diego Abatantuono, che dal 2003 partecipò a tutte le puntate presentate sulla scena della Salumeria della Musica, il cabaret itinerante si presenta come l'occasione di incontrare comici già noti al pubblico nelle vesti dei loro personaggi più divertenti, ma anche tante novità.
Marco Milano, conosciuto come Mandi Mandi, la veterana Rossella Brescia che il pubblico ricorderà nelle precedenti edizioni, poi Enrique Balbotin con le sue lezioni di savonese, senza tralasciare Fabrizio Casalino con la sua chitarra e il suo Giginho. I turbolenti, lo strampalato e divertente quartetto con Enzo Polidoro, Gianluca Fuselli, Stefano Vigogna e Gianluca Impastato, quest'ultimo nel ruolo dell'enologo Chicco d'Oliva, e poi tanti altri come Andrea Perroni e Omar Fantoni.
Insomma, un excursus attraverso la nuova comicità presentata da un personaggio che ama definirsi «goliardico, demenziale e amante dell'improvvisazione». È Nino Frassica, infatti, che afferma: «Attingendo da un ricco e prezioso repertorio che conservo nella mia mente, mi diverto ad improvvisare. Sconvolgo la lingua italiana, la logica e così dò vita a situazioni paradossali e davvero comiche».
Un ritorno al suo ruolo?
«Dopo la mia lunga assenza dal mondo della comicità, ritorno in grande stile; ho fatto molta fiction, poi Piero Chiambretti mi ha voluto coinvolgere nella sua trasmissione Markette e in ultimo Diego Abantatuono, mi ha invitato a presentare Colorado Café Live. Due piccioni con una fava, perché se questo appuntamento è importante perché segna il mio ritorno al palcoscenico, ne approfitto per offrire il mio stile anche al pubblico televisivo. Infatti, le serate del martedì sera al Teatro delle Erbe saranno trasmesse su Italia 1 ogni domenica alle 20.30».
Come si trova nei panni del presentatore?
«Il mio Tommy è un presentatore all'americana che dirige un grande show; peccato che faccio impazzire Rossella, al mio fianco: le mie cartelle, quando le trovo, sono sbagliate, mi dimentico i nomi, le parti. Insomma, attraverso una serie di sketch, interagisco con i protagonisti delle serate che calcano la scena dando vita a siparietti davvero divertenti».
E con Abatantuono?
«Diego non sarà mai presente sulla scena del Teatro delle Erbe; tuttavia, a fine serata, mi sposto dal palco per recarmi verso il bar: questo è il punto di ritrovo di tutti i comici e qui con il personaggio più famoso di Diego, Donato Cavallo, il "terrunciello", intraprendo una conversazione, riguardo le puntate successive e commentando sull'andamento della serata appena trascorsa. Questo happening, ovviamente, essendo registrato, sarà appannaggio del pubblico televisivo».
Non ha sentito l'esigenza di rinnovarsi come comico?
«Quando faccio varietà, presento il mio stile. Non faccio mille personaggi, perché la mia è una comicità personalizzata. Sicuramente mi rinnovo nelle situazioni, presentando sempre un comico che ambisce a diventare una maschera, la maschera Nino Frassica».