Il nipote di Lauro ucciso dal motoscafo degli amici

da Ponza (Napoli)

La tragedia nel tardo pomeriggio di ieri: un ragazzo si è tuffato da un motoscafo per raggiungere un gommone dove si trovava un altro gruppo di amici ma è stato maciullato dall'imbarcazione dal quale si era lanciato. È successo davanti alla spiaggia del Frontone, al largo di Ponza, l'isola dei vip. Quel ragazzo era Gianmarco Lauro, aveva 25 anni: era il pronipote di don Achille Lauro, «’o comandante», l'armatore eletto sindaco di Napoli a furor di popolo nel '53 ma, successivamente, abbattuto dai tradimenti dei suoi stessi compagni del Partito Monarchico.
Le motovedette della Capitaneria di Porto di Ponza sono subito accorse sul luogo della tragedia ma, per Gianmarco, non c'era più nulla da fare. L'elica del motoscafo degli amici, sul quale si trovava fino a pochi minuti prima, lo ha massacrato. Una fine orrenda, assurda, che ha gettato nel dolore i suoi amici e messo sotto choc i turisti che affollano la bella Ponza.
È stato un sub, Mario Pesce, professione imprenditore, a recuperare il corpo straziato dalle ferite del giovane Lauro. Il cadavere del ragazzo è stato portato a terra, sotto gli occhi di centinaia di turisti muti e addolorati.
Grande apprensione sulla spiaggia del Frontone, appena gli amici di Gianmarco, hanno urlato disperati, quando hanno visto il loro amico travolto dallo scafo. Qualcuno si è lanciato dai motoscafi per soccorrere Lauro, ha nuotato in uno specchio di acqua colorato di rosso. Sulla spiaggia dei vip è sceso il silenzio, la musica è cessata, quando tutti si sono resi conto che in mare era accaduto qualcosa di grave.
Il gioco, la confusione, una distrazione, sono dunque costati la vita a Gianmarco Lauro, discendente di una famiglia a Napoli molto nota e amata. Il ragazzo era figlio di Achille Eugenio Lauro e nipote di Gioacchino, il figlio del «Comandante».
Commossa per l'accaduto, Elvira Grimaldi, cugina dello sfortunato giovane. «Mio cugino era un ottimo ragazzo, un giovane di prim'ordine e non lo dico perché eravamo legati tra noi. Ma, io dico che, in questo mondo cosi strano nel quale viviamo, è molto difficile trovare una persona come lui».
Achille Lauro, il bisnonno di Gianmarco, ha scritto un pezzo importante della storia di Napoli. Con le sue 99 navi ha dato lavoro a migliaia di napoletani e sorrentini. Nacque a Piano di Sorrento, fu sindaco di Sorrento oltre che di Napoli. Ai sorrentini regalò una scuola intitolata alla sua prima moglie, ai napoletani, il Napoli di Sivori e Altafini. Alla sua terra è rimasto sempre legato, al suo tabaccaio di Piano, quando era bambino e povero, che gli regalava le caramelle, quando divenne uno degli uomini più ricchi del mondo, ogni sera, prima di rientrare a casa, gli portava un dono. Morì a 95 anni, poco prima che nascesse il suo sfortunato pronipote, morto ieri tragicamente nella acque di Ponza.
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