La nipote di Sacco: «Preghiamo per tutte le vittime»

da Bogogno

«Tutti i nostri pensieri sono per le vittime». Oriana Marzari, 35 anni, nipote di Angelo Sacco, l’autore della strage di ieri a Bogogno, è l’unica dei familiari che esce dalla villetta e parla brevemente con i cronisti. Indossa una gonna rossa e una camicetta azzurra, ha gli occhi gonfi e appare distrutta dal dolore.
È assessore all’Edilizia del Comune di Bogogno: «La mia famiglia è stata provata da questo tragico evento. Tutti i nostri pensieri sono unicamente per le vittime e per le loro famiglie. Chiediamo rispetto del nostro dolore». Non risponde alle domande e si limita ad aggiungere: «Non mi sento di dire altro. Grazie».
Poi rientra in casa, dove ci sono la madre del pluriomicida, Irma, la zia Angela, la sorella Ilvia e il marito di lei, Gianni, genitori di Oriana.
Ma ad essere ancora sotto choc è l’intero paese di Bogogno. «Bogogno è un piccolo paese, non era possibile nascondere i propri debiti - dice un abitante del paese -, qui si sapeva che Sacco non versava in ottime acque». Sotto choc anche un passante: «Prima Bogogno era famosa per il suo golf club, adesso lo sarà anche per questa tragedia».
«È un vero mattatoio», commenta uno dei tanti passanti che si fermano per osservare il luogo del delitto. Nella casa di Angelo Sacco, che adesso è stato trasportato nel carcere di Novara, i carabinieri hanno nel frattempo ritrovato un vero e proprio arsenale: oltre 30 armi da fuoco, tra fucili e doppiette, tutte regolarmente registrate.