«NIP/TUCK», UNA SERIE D’ALTA SCUOLA

È difficile che una serie televisiva, anche se di ottima fattura, riesca non solo a mantenersi allo stesso livello nel corso degli anni ma addirittura a migliorare. Questo piccolo miracolo succede invece a Nip/Tuck (martedì su Italia 1, ore 23,30), giunto alla sua terza stagione e capace di crescere ancor più di intensità episodio dopo episodio. La maggior parte del merito è della sceneggiatura, davvero degna del miglior cinema d'alta scuola, che ha saputo introdurre nel plot narrativo, con dosaggio oculato e mai eccessivo, elementi di coinvolgente ed emozionante mistero, come la figura del «macellaio» che tormenta la vita del chirurgo plastico Christian Troy e ha per motto una di quelle frasi destinate a scolpirsi nella testa dei telespettatori: «La bellezza è la maledizione del mondo». Nip/Tuck è una delle serie televisive dove le tematiche esistenziali risultano più sapientemente intrecciate, a partire da un argomento di gran moda come la chirurgia estetica che diventa subito il pretesto sotto il quale esplodono le fragilità interiori dei protagonisti. Uno dei punti di forza di questa fiction è aver messo sullo stesso piano di vulnerabilità sia la figura del medico che quella del paziente, tanto che alla fine lo spettatore si chiede se il bisturi ce l’abbiano in mano più i chirurghi estetici o più una sceneggiatura efficacemente impietosa nel mettere a nudo debolezze, velleità e contraddizioni di ogni personaggio che entra a far parte delle vicende raccontate. Siamo a Miami e due chirurghi amici dai tempi dell’università, Sean Mc Namara (Dylan Walsh) e Christian Troy (Julian McMahon) aprono una clinica privata dove passano le insoddisfazioni psicofisiche della borghesia americana. Il loro studio diventa a turno sfogatoio, confessionale, palcoscenico della vanità umana più vacua descritta senza lifting abbellenti, fotografata in tutta la sua inconfessabile insicurezza. Non se la passano meglio i due protagonisti: Troy è cinico, disposto ad ogni genere di compromesso che gli consenta lauti guadagni e una ricca vita sessuale, Sean è in crisi matrimoniale, più dubbioso sui confini etici della propria professione. Non mancano scene talmente potenti da rimanere indelebili nella memoria, come il fallito tentativo di salvare una donna di duecento chili rinchiusa per anni in casa, incollata in senso purtroppo non solo figurato alla poltrona di casa davanti al televisore, sua unica ragione di vita insieme al cibo. Nip/Tuck è anche questo: capacità di sorprenderti alternando sapori cinici e grotteschi, commoventi e sarcastici. Tanta qualità è fortunatamente premiata anche dal pubblico, che regala a questa serie ascolti davvero notevoli a dispetto di un orario di programmazione non certo agevole.