Nirenstein come mette in guardia contro l’Islam

La tv è la nuova arma dei nemici di Israele nel mondo arabo. Non solo sassi, uomini bomba e missili, ma anche telefilm e cartoni animati antisemiti. A lanciare questo allarme, raccontando ai rotariani genovesi le proprie esperienze in Medio Oriente, è Fiamma Nirenstein, vice presidente della commissione affari esteri della Camera dei Deputati e editorialista del Giornale, grande conoscitrice della storia e dei problemi della regione più «calda» del mondo.
«Negli ultimi tempi - spiega- ho assistito a programmi televisivi costruiti apposta per alimentare l'antisemitismo: un serial nel quale si vede un soldato israeliano che spara a una bambina araba che gli sorride, un altro in cui gli israeliani sono predatori di organi, un cartone animato nel quale un orsacchiotto incita i bambini a massacrare gli ebrei».
Fiamma Nirenstein durante la sua relazione intitolata «Mito e realtà del Medio Oriente» ha cercato il confronto e il dialogo con i soci dei Rotary club Golfo Paradiso e Golfo di Genova, e con i loro ospiti fra i quali figuravano anche il rabbino Giuseppe Momigliano e il generale dei carabinieri Pietro Pistolese, già comandante provinciale di Genova comandante di numerose missioni di pace in quell'area geografica.
Raccogliendo idealmente il testimone lasciato da Oriana Fallaci, Fiamma Nirenstein denuncia un momento di debolezza della cultura occidentale troppo garantista. Una cultura che, ad esempio, senza curarsi della reciprocità delle buone intenzioni si pone «il problema dei Crocefissi nelle scuole che potrebbero offendere le altre religioni». La vice presidente della commissione affari esteri difende poi appassionatamente le posizioni di Israele e traccia un cupo quadro della situazione attuale: dal suo punto di vista il momento è difficile perché l'Occidente non ha compreso a fondo che a partire dalla sconfitta dell'Urss in Afganistan in poi c'è una parte del mondo islamico, quella estremista, che non vuole affatto la pace e continua a credere nella possibilità di abbattere anche l'altra superpotenza, cioè gli Stati Uniti: «Una delle priorità dell'Onu e delle organizzazioni internazionali - conclude - dovrebbe essere quello di porre un freno non solo alla violenza e ai missili, ma anche alla diffusione della cultura dell'odio».