Nissan Cube, squadrata e per questo multispazio

BerlinoIn attesa della rivoluzione elettrica, si sta rivelando azzeccata la scelta di Nissan di presidiare con prodotti originali le più remunerative nicchie di mercato, anziché svenarsi nel tentativo di competere con i più titolati costruttori europei di tradizionali berline e station wagon. Ciò grazie soprattutto al crossover Qashqai, vero best seller della categoria. Sulla scia di questo successo, la casa giapponese ritenta la sorte con la multispazio Cube, a cui seguirà tra qualche mese il crossover compatto Juke. La Cube, in realtà, non è totalmente nuova (la prima serie, su base Micra, risale al 1998) ma arriva per la prima in Europa, dopo il lancio nella veste attuale a fine 2008 in Giappone e l’anno scorso negli Usa. Certo, non sarà facile far digerire le sue linee squadrate, che tanto la fanno assomigliare a una scatola su quattro ruote, all’esigente clientela del Vecchio continente. Ma vista la buona accoglienza ottenuta recentemente dalle compatte sui 4 metri di lunghezza mirate alla praticità, capienti e comode in primo luogo, ma anche ben equipaggiate e, perché no, eleganti, non si può escludere nemmeno che possa diventare un modello di tendenza.
Certo è, intanto, che siamo di fronte a una vettura non convenzionale e dalla personalità spiccata, capace di strappare un sorriso già per i motivi di ispirazione esibiti dai designer: un bulldog con gli occhiali per il muso, il lato B di Jennifer Lopez per il posteriore, una vasca idromassaggio Jacuzzi per l’interno. Lunga 3,98 metri, larga 1,70 e alta quasi altrettanto (1,67 metri), tramite 4 porte e un portellone con apertura a battente, cioè incernierato di lato, dà accesso a un abitacolo che grazie al divano scorrevole per 24 cm e con schienale reclinabile su tre livelli può concedere più spazio agli occupanti (fino a 5) oppure ai bagagli (con capienza da 283 a 403 litri e fino a 1.563 con i sedili posteriori abbattuti). Esternamente, i tagli netti delle superfici conferiscono un’impressione di solidità, mentre le cornici arrotondate dei finestrini laterali, le forme sinuose dei fascioni paraurti e il disegno asimmetrico del lunotto che sembra correre attorno al montante posteriore destro si incaricano di attenuare l’effetto box. La stessa impostazione si ritrova all’interno, dove una voluminosa plancia a «T» sviluppata in larghezza su due piani e i pannelli delle porte con andamento a onda sembrano fasciare letteralmente gli occupanti. Gli ampi e soffici sedili con rivestimento in tessuto scamosciato o velluto, le tasche e i vani portaoggetti disseminati un po’ ovunque e il tetto panoramico a doppia copertura (una tendina oscurante e un pannello a giorno ispirato ai tipici divisori in carta di riso delle case giapponesi) contribuiscono a creare un’atmosfera da salotto da cui si gode, per giunta, un’ottima vista sull’esterno.
Non bisogna pretendere grandi prestazioni da una vettura che, per quanto compatta, pesa dai 1.200 a 1.350 chili, a seconda degli organi di trazione, e ha un’aerodinamica non proprio ideale (0,35 di Cx). Difatti, servono 11,3 secondi per accelerare da 0 a 100 con il motore 1.6 a benzina da 110 cv associato a un cambio manuale a 5 marce o, in opzione, a un automatico Cvt, e un lungo lancio per toccare la velocità di punta di 175 orari. Non farà meglio, ma consumerà di meno (5,2 litri ogni 100 km, contro i 6,6 del benzina) il turbodiesel 1.5 di pari potenza che amplierà la gamma ad aprile. E in ogni caso si può fare affidamento sin d’ora su una grande facilità di guida e sulla sicurezza garantita anche dalla presenza di 6 Airbag e dell’Esp. Che affiancano, nella dotazione di serie, il climatizzatore automatico, la radio con lettore di cd-mp3, i fendinebbia, i cerchi in lega e tanti altri accessori già dall’allestimento base Look, proposto al prezzo di 19mila euro.