Nizlopi, due irlandesi per suoni senza confini

Un ritmo crudo, che scalpita e poi s’acqueta in un fiato tenue d’archi: così Fine story apre Half these songs are about you, l’album dei Nizlopi, duo irlandese già lanciatissimo nel Regno unito e ora al suo esordio italiano. Poi c’è Girls e le parole galleggiano in un folk decontratto e soffice, un violino a condurre dolcemente il gioco. Ed ecco ancora l’Hammond sognante che suscita il gioco rétro di Call it up, su vaghi accenti soul e fanfara finale. E poi gli arpeggi eleganti di Faith, con le nitide intrusioni vocali di Carina Round a soccorrere il canto umbratile di Luke Concannon. E i riff baldanzosi di Long distance, fiati da big band, e la grazia arcaica di JCB, quasi una cartolina da Nashville. E il ritmo caraibico di Love range, il pianoforte introspettivo di Freedom, le allusioni flamenche di Wash away... Di certo è azzardato, per il momento, gridare al miracolo, ma nella piattezza dell’attuale panorama pop il disco dei Nizlopi dispiega una ricchezza di lessico non proprio consueta. Indirettamente attestata dai ringraziamenti tributati, nel libretto del cd, a Van Morrison, U2, Manu Chao, Nusrat Fateh Ali Khan, Toots and the Maytal, John Martin, davvero una bella galleria d’antenati.

Nizlopi Half these songs are about you (Radio Fandango)