Via Nizza: il sindaco, interrogato, non risponde

Adriana Spera (Rifondazione) attacca Veltroni sui lavori in corso E i cittadini protestano per i percorsi Atac

Claudia Passa

E il sindaco interrogato non rispose. Non ancora per lo meno, nonostante a chieder lumi sia una consigliera della maggioranza (Adriana Spera, Rifondazione comunista) e l’argomento dell’interrogazione urgente protocollata in Campidoglio da quasi due mesi al Primo Cittadino dovrebbe stare a cuore.
Oggetto della querelle, l’infinito travaglio di via Nizza, dapprima destinata al transito esclusivo dei mezzi pubblici, quindi al centro di atti giudiziari che avrebbero evidenziato il pericolo delle conseguenti vibrazioni, poi chiusa al traffico per lavori di ordinaria manutenzione (con deviazione delle linee Atac e disagio dei «pendolari»). L’iter della vicenda è ripercorso da Adriana Spera con dovizia di particolari, al punto che nei giorni scorsi il tema è stato da lei dibattuto assieme al «comitato per il passante Salaria - Regina Margherita». I cittadini hanno preso atto con un certo malumore della mancata risposta del sindaco, manifestando perplessità sul fatto che i lavori di manutenzione possano aver risolto il problema delle vibrazioni, e soprattutto lamentando le drammatiche conseguenze che la chiusura della strada ha prodotto sugli esercizi commerciali che vi insistono. Parecchi negozi hanno chiuso bottega cammin facendo, quelli che sono rimasti sono entrati in crisi, e finanche i proprietari di una pompa di benzina hanno dovuto deporre le armi.
«Poiché non ho avuto alcuna risposta, tornerò alla carica - assicura Adriana Spera -. Stavolta l’interrogazione invece che urgente la presenterò urgentissima, così il sindaco sarà costretto dal regolamento a rispondere in tempi più rapidi. E allegherò tutti i documenti di cui sono venuta a conoscenza grazie al comitato dei cittadini, compresa una sentenza della magistratura con allegata una perizia che suscita serie preoccupazioni sulla situazione della strada. Chiederò inoltre alla Commissione competente di convocare un’audizione dei residenti e dei tecnici - spiega ancora la consigliera del Prc -, e soprattutto voglio vedere il progetto dei lavori, perché secondo quanto riferito dal comitato i lavori effettuati sarebbero difformi da quelli previsti. Anche perché nel sottosuolo c’è una cava che andrebbe rafforzata».
Fra le perplessità dei cittadini, ce n’è una in particolare che nessuno sembra aver mai chiarito fin dal giorno in cui il Campidoglio decise di fra passare in via Nizza le linee 30, 80, 80L e 88. Perché - si chiedono i residenti - costringere i mezzi pubblici in strade strette e non sfruttare arterie ben più larghe e agevoli? L’esempio esplicito lo si rintraccia in una lettera inviata nei giorni scorsi dal comitato agli organi di stampa: «Via Savoia, larga e comoda - si legge -, non si può mettere al servizio di tutti per via degli influenti vip che ci abitano. (...) Gli abitanti di via Savoia sono forse più importanti rispetto agli altri? Perché il Comune li difende?».
C’è chi ha malignato sulla vicinanza dell’abitazione del Primo Cittadino. «Non credo che la ragione sia quella - dice la Spera -, non mi sembra che il sindaco sia tipo da pretendere privilegi particolari. A me stanno a cuore i cittadini, e sapere come viene speso il loro denaro. Anche perché, se parliamo di residenti importanti, allora bisogna dire che lì abitano anche due parlamentari di Forza Italia, la moglie dell’ex ambasciatore italiano negli Usa, il capo della Digos di Roma...». Peccato che, provocazione per provocazione, nessuno di loro abbia il potere di incidere sul Comune di Roma e sulle sue politiche della mobilità.