In via Nizza telecamere con multa

Aurigemma: «Una strada da restituire al più presto alla libera circolazione»

Telecamere a via Nizza e sale la protesta. «Nessuna trasparenza, nessun dialogo con il II Municipio, alla faccia del programma elettorale» accusa Giuseppe Lucà, presidente dell’associazione commercianti. Volantini, raccolta di firme, minaccia di rivolgersi al Tar. La polemica dura ormai da mesi. Tanto che per oggi la commissione mobilità del Comune di Roma ha convocato l’assessore ai trasporti Sergio Marchi.
«Nei confronti di questa strada si sono adottati degli strani comportamenti da parte del Presidente Pdl del II Municipio, Sara De Angelis - accusa Giuseppe Lucà, presidente dell’associazione commercianti di via Nizza - Mentre in fretta e furia ci si è prodigati per la riapertura di viale Libia e viale Eritrea, che insieme a via Nizza costituivano l’assurdo trittico di strade verdi ideato da Rutelli, su via Nizza si è adottato un metro diverso. La classica politica di due pesi e due misure». Da mesi quelli di via Nizza, pare, chiedono un incontro con il mini-sindaco. «Ma una volta non c’è, una volta è appena andata via - dice Lucà - Niente, ci nega ogni possibilità di dialogo, non ci vuole neppure incontrare. Eppure al primo punto del suo programma elettorale Sara De Angelis aveva messo proprio la difesa dei commercianti».
Via Nizza è chiusa alle auto da nove anni. In questo periodo sono fallite circa quaranta attività commerciali. Le insegne al tramonto tengono la luce bassa, la clientela scarseggia per l’impossibilità di arrivare in auto e le multe a raffica. E ora stanno per arrivare pure le telecamere. Giorni fa una squadra di operai del Comune ha fatto un sopralluogo e constatato l’impossibilità di installarle per via della presenza di alcuni ponteggi. Ma è solo questione di giorni.
«Non voglio entrare nel merito della scelte da compiere, - spiega Antonello Aurigemma - ma è sotto gli occhi di tutti che, dopo la riapertura di viale Libia e viale Eritrea, via Nizza è rimasta l’unica Strada Verde di Roma. È evidente che l’obiettivo di tutelare i cittadini e i commercianti che hanno spinto l’amministrazione a restituire viale Libia e viale Eritrea alla libera circolazione, non possa non valere anche per via Nizza. Proprio per fare chiarezza su tali questioni di metodo e sulla coerenza degli orientamenti da assumere, la Commissione Mobilità ha convocato l’assessore Sergio Marchi».
I commercianti intanto, presi in mezzo dalle multe e dalle future telecamere anti-automobilista, lavorano di fantasia pur di rimanere a galla. Una prova la da il coiffeur di via Nizza, che propone un inusuale pacchetto per le proprie clienti: il taglio, la messa in piega e il pagamento della multa. Chi ha la possibilità, insomma, mette mano al portafogli per pagare le contravvenzioni dei clienti, e non vederli scappare.
«E’ illogico che in tutta Roma l’unica strada verde rimane la nostra, una striscia di asfalto di 400 metri. Che cosa hanno i commercianti di via Nizza di diverso da quelli di viale Libia e viale Eritrea?» conclude Lucà.