Ma Nizza vuole trasferire la statua

Da più di cinquant'anni Francia e Italia fanno parte dell'Unione europea, ma l'atavico campanilismo tra i due popoli cugini che abitano i versanti opposti delle Alpi occidentali è assai duro a morire. «Se i francesi hanno Napoleone, si dice nella penisola, noi abbiamo Garibaldi, l'Eroe dei due mondi e del Risorgimento patrio». Già Garibaldi: quest'anno corrono i duecento anni dalla sua nascita, avvenuta proprio a Nizza, il celeberrimo capoluogo della Costa Azzurra, nel 1807 quando la città, da sempre appartenuta ai Principi di Piemonte, soffriva l'occupazione napoleonica. Le ragioni della Storia però avevano giocato un brutto scherzo all' Eroe dei due mondi: in cambio del sostegno francese nella seconda guerra d'indipendenza, il Primo ministro sabaudo Camillo Benso conte di Cavour cedette Nizza alla Francia. Molti italiani tornarono in patria, altri rimasero . Furono questi ultimi a patrocinare l'erezione di un grandioso monumento a Garibaldi . Ora la giunta municipale nizzarda ha in animo di spostare la statua e di cambiarle orientamento in quanto il sito ove sorge sarà a breve interessato dai lavori per la nuova tranvia cittadina. «Non se ne fa nulla» asseriscono i numerosi nizzardi di origine italiana, consapevoli di essere determinanti per far vincere il blocco moderato gollista alle elezioni municipali. E non intendono demordere.