No agli alberi in Duomo: «Servivano aiuole alte un metro e mezzo»

Gli alberi in Duomo? Non li vedremo mai. Il Comune ingrana la retromarcia, con un no bipartisan. L’idea di stravolgere la prospettiva della piazza più importante della città, proprio non va giù a Palazzo Marino nemmeno se si parla di Expo, e se in campo sono scesi Claudio Abbado e uno dei più importanti architetti italiani, Renzo Piano. Ma facciamo un passo indietro. Un anno fa il maestro chiede come cachet per il suo rientro sul podio della Scala la piantumazione di 90mila alberi in città, partendo proprio dai luoghi più vicini al tempio della lirica. Oltre a una piazza Duomo verde, Abbado immagina una promenade alberata da largo Beltrami, di fronte al Castello Sforzesco, passando per Cairoli, via Dante, piazza Cordusio, via Orefici fino all’ombra della Madonnina. Letizia Moratti sorride, è entusiasta. Il maestro chiama a collaborare un altro maestro, Renzo Piano, che a fine dicembre mette sul tavolo del primo cittadino il progetto esecutivo. Ecco lì nero su bianco la promenade sognata dalla bacchetta sarda: 220 alberi in centro piantati in terra e non in vaso, così disposti: cinquanta piante tra Cairoli e largo Beltrami, 87 in via Dante, 19 in Cordusio, 20 in via Orefici e 36 in Duomo. Ed è qui che i sogni si scontrano con la realtà: da un lato il problema economico, piantumare dei carpini in centro, scardinando e riposando una pavimentazione di pregio, costa 2 milioni 200mila euro in totale, ovvero 10mila euro a pianta. Anche se questo è un problema già superato: due nomi di tale fama sono capaci di smuovere montagne e infatti alle loro spalle ci sarebbero una serie di sponsor, capitanati da Banca Intesa San Paolo, disposti a finanziare il nuovo centro verde. Il secondo: dagli accertamenti fatti dagli uffici tecnici, come anticipato su queste pagine proprio ieri, risulta impossibile piantare alberi in centro per la presenza di sottoservizi, cavi, acquedotto, tubi e soprattutto della metropolitana. Anche in questo caso il problema è stato risolto: Renzo Piano e il suo staff hanno progettato due terrapieni, alti un metro e mezzo (come si vede dall’immagine a sinistra) davanti alla statua di Vittorio Emanuele, che ospiterebbero due «boschetti». «Il blocco d’alberi - si legge nel progetto - crea una quinta architettonica sul lato della piazza opposto al Duomo, citando l’edificio progettato alla fine del XIX secolo dall’architetto Mengoni, autore della piazza e della galleria». Nonostante il riferimento «alto» apprezzato, all’inizio della vicenda dal sindaco stesso, l’idea di stravolgere la prospettiva di piazza Duomo non piace al sindaco e nemmeno ai consiglieri comunali.
«Il progetto nel centro è difficile - spiega il sindaco - perché il problema dei sottoservizi aumenta i costi. Il nostro, invece, prevede la creazione di boschi nelle periferie e su questo stiamo andando avanti». «C’è un impegno bipartisan - spiega Fabrizio De Pasquale, presidente della commissione Verde - ad ascoltare e dialogare con Renzo Piano e Claudio Abbado, per questo li invitiamo in commissione. Rilanciamo chiedendo all’architetto di occuparsi anche delle periferie. Ribadiamo la volontà dell’amministrazione di piantare i 90mila alberi. Per questo metteremo nel prossimo bilancio uno stanziamento affinché dal progetto si passi alla realtà».
«Io sono grato ad Abbado - il commento dell’assessore al Verde Maurizio Cadeo, titolare di un piano da 500mila alberi in città entro il 2015 - perché con la sua proposta ha dato un grande contributo, ma sono grato anche agli uffici del Comune che in silenzio, lontano dalle polemiche e dalle discussioni fra gli architetti, stanno mandando avanti il Piano Verde del Comune con la piantumazione di migliaia di alberi».
Domani sarà Renzo Piano in persona a presentare il suo progetto, che prevede parchi e viali alberati dalla Cerchia dei Bastioni fino all’estrema periferia, alla Triennale in occasione della mostra Green Life. «Pensiamo - dicono dal suo staff - che sia comunque importante che i milanesi vedano di persona il progetto».