No ai domiciliari: restano in cella medici della S.Rita

Rigettati altri due ricorsi contro la misura cautelare degli arresti domiciliari proposti da due indagati dell’inchiesta sulla clinica Santa Rita. Il Tribunale del riesame ha rigettato le istanze presentate dai legali di Maurizio Sampietro, direttore sanitario fino al maggio 2007, e di Giuseppe Sala, responsabile dell’Unità operativa di Anestesia. I due avevano già ricevuto un primo no dal gip Micaela Curami; avevano quindi presentato appello. Per Sala i titolari dell’inchiesta, Pradella e Siciliano, avevano espresso parere favorevole. Tuttavia per i giudici, in entrambi i casi, è irrilevante ai fini dell’accoglimento della richiesta il fatto che le indagini siano già state chiuse con la fissazione del giudizio immediato. Secondo il collegio non vengono meno le esigenze cautelari, in particolare quelle legate all inquinamento delle prove. Per Sampietro, che dal 2007 aveva lasciato al clinica per dedicarsi alla ricerca, i magistrati scrivono che ciò «non denota un distacco dal contesto illecito». In merito a Sala, invece, sostengono che «è sospetto il fatto che si sia preoccupato della corretta codificazione degli interventi in questione solo in epoca recente».