«No ai sacerdoti gay», ora c’è la firma di Benedetto XVI

Oggi la Santa Sede pubblica il testo che esclude gli omosessuali dai seminari. Ammesso solo chi ha raggiunto la «maturità affettiva»

da Roma

Coloro che praticano l’omosessualità o presentano «tendenze omosessuali profondamente radicate» non possono diventare sacerdoti. Viene reso noto questa mattina dalla Sala Stampa della Santa Sede il documento di otto pagine preparato dalla Congregazione per l’educazione cattolica e approvato dal Papa, con il quale la Santa Sede ribadisce l’esclusione dei gay dai seminari. Testo atteso e di fatto già noto (i primi stralci di brani virgolettati sono stati pubblicati dal nostro quotidiano due settimane fa) che ha avuto una gestazione lunghissima. Con questo il Vaticano intende far fronte agli scandali che hanno colpito alcuni Paesi, in particolare gli Stati Uniti e l’Irlanda. «Il candidato al ministero ordinato - si legge nel documento - deve raggiungere la maturità affettiva. Tale maturità lo renderà capace di porsi in una corretta relazione con uomini e donne, sviluppando in lui un vero senso della paternità spirituale nei confronti della comunità ecclesiale che gli sarà affidata». «La Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione - continua il testo dell’istruzione vaticana - non può ammettere al seminario e agli ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay». «Le suddette persone - continua il documento - si trovano, infatti, in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne. Non sono affatto da trascurare le conseguenze negative che possono derivare dall’ordinazione di persone con tendenze omosessuali profondamente radicate».
Il documento non chiude del tutto la porta dei seminari a chi ha avuto tendenze o esperienze omosessuali: «Qualora si trattasse di tendenze omosessuali che fossero solo l’espressione di un problema transitorio, come, ad esempio, quello di un’adolescenza non ancora compiuta, esse devono comunque essere chiaramente superate almeno tre anni prima dell’ordinazione diaconale».