No ai siti pro mafia «Politici, per protesta uscite da Facebook»

C’è chi, come Sonia Alfano (la figlia di Beppe Alfano, giornalista trucidato da Cosa nostra), grida alla mente raffinatissima che usa Facebook per trasmettere messaggi mafiosi. Chi, come il presidente dei senatori dell’Udc Giampiero D’Alia, invita i politici a cancellarsi dal social network. E ancora chi, come Rita Borsellino (la sorella del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio), invita invece a resistere, proprio per contrastare i siti che inneggiano ai boss. O chi, come il deputato siciliano del Pdl Salvino Caputo, annuncia la presentazione di un esposto in Procura. È ancora putiferio sui gruppi di Facebook intestati a celebri boss di Cosa nostra - da Riina a Provenzano, dal latitante Messina Denaro a Giovanni Brusca - che raccolgono centinaia di fan. Sulla vicenda, specie tra i familiari delle vittime, le posizioni sono diverse, non sulla condanna - unanime - ma sulla cancellazione. Sui siti vigila comunque la Polizia postale. I fan dei boss sono avvisati.