«No ai tagli Alitalia», Malpensa in sciopero

I sindacati: «Il 22 ottobre scalo fermo per quattro ore dalle 10 alle 14»

Braccia incrociate e scalo fermo. Il 22 ottobre, dalle 10 alle 14, si bloccherà il trasporto aereo della Lombardia per quattro ore. E si annuncia un altro giorno nero per i passeggeri. «L’agitazione - fa sapere Nino Cortorillo, segretario generale Filt Cgil Lombardia - rientra nelle proteste per la vertenza su Malpensa».
Nel mirino c’è infatti il nuovo piano di «sopravvivenza» di Alitalia, studiato per arginare le perdite della compagnia di bandiera, in attesa della cessione dal Tesoro ad un azionista privato della quota di controllo. Il piano punta a rivedere il ruolo dell’hub milanese attraverso un drastico taglio di personale e di voli intercontinentali per privilegiare invece lo scalo romano di Fiumicino. L’obiettivo di Alitalia, come noto, è quello di frenare l’emorragia di perdite, arrivate a 211 milioni nei primi sei mesi dell’anno, con un indebitamento salito oltre il miliardo a fine agosto.
Sul versante delle trattative, la Sea fa sapere che proseguono a ritmo serrato i colloqui con Ryan Air. «Nonostante quello che afferma mister O’Leary (amministratore delegato di Ryan Air, ndr), ci sentiamo quotidianamente» ha precisato ieri Giuseppe Bonomi, presidente della società che gestisce gli scali milanesi, commentando le recenti dichiarazioni del numero uno della compagnia irlandese. Giorni fa, infatti, O’Leary aveva parlato di un raffreddamento del confronto con la Sea su Malpensa e aveva dato il suo aut aut, annunciando un investimento di un miliardo di dollari solo se Alitalia avesse lasciato lo scalo. Non sono affatto rassicuranti i tagli sui voli previsti con l’avvio dell’orario invernale. Sembra che a partire dal primo novembre, Alitalia cancellerà il collegamento quotidiano Malpensa-Sarajevo, rinunciando così alla sua presenza in Bosnia e ridurrà anche da due voli giornalieri a uno, quello per Tel Aviv.