«No ai veti di Rifondazione sul candidato sindaco»

Sabrina Cottone

«Rifondazione comunista appartiene a un’alleanza politica e nessuno può pensare di avere poteri di veto». Franco Mirabelli, segretario metropolitano dei Ds, non ha gradito l’altolà del partito di Bertinotti alla candidatura di Ferruccio De Bortoli che tanto piacerebbe ai vertici della Quercia. «È il direttore del quotidiano di Confindustria, non può essere il candidato di Rifondazione e della sinistra» la tesi del segretario provinciale, Augusto Rocchi, che ha anticipato il no al nome e l’immediata richiesta di primarie nel caso in cui la scelta cadesse su di lui. Mirabelli spiega che bisognerà ancora aspettare, discutere nel Cantiere (l’organismo dell’Ulivo messo a punto per decidere il programma e il candidato) e, se non si trova un’ipotesi unitaria, indire le primarie: «Stiamo aspettando la risposta delle personalità a cui abbiamo chiesto se sono disponibili a candidarsi. Avremo l’esito entro settembre».
Un’attesa che però, secondo gli alleati, rischia di trasformarsi in una perdita di tempo utile per la campagna elettorale. Dà l’allerta Francesca Corso, segretaria provinciale dei Comunisti italiani: «Siamo in ritardo nella scelta del candidato, è indispensabile fare in fretta. Il nome di Filippo Penati è stato presentato un anno prima delle elezioni provinciali e questo ci ha consentito di essere molto presenti sul territorio». La Corso ha un identikit ben preciso: «Una donna sarebbe la soluzione migliore, così come sarebbe una cosa bella se fosse un candidato di sinistra. E non si possono discriminare gli esponenti di partito. In ogni caso la condizione più importante è che sia un candidato di tutta la coalizione». I Comunisti italiani bocciano l’idea della consultazione tra gli elettori del centrosinistra: «Il balletto delle primarie culturalmente non ci appartiene, è un’americanata».
I Verdi invece sono convinti che, considerata la presa di posizione di Rifondazione, le primarie siano necessarie. «Ma non possiamo prendere in giro gli elettori e le eventuali primarie milanesi vanno svolte il 16 ottobre, contemporaneamente a quelle nazionali. Altrimenti diventano una presa in giro» sostiene il consigliere dei Verdi, Maurizio Baruffi. «Se Rifondazione vuole presentare una proposta alternativa, bisogna indire le primarie subito, già alla prossima riunione del Cantiere che dovrebbe svolgersi la prossima settimana» aggiunge Baruffi. Insomma, i Verdi non chiedono le primarie ma le ritengono necessarie, viste le divisioni che si sono già create. E ripropongono i loro paletti: «Ci può andare bene anche De Bortoli, ma deve impegnarsi formalmente a inserire due punti nel suo programma e cioè l’inquinamento zero per Milano e lo stop ai progetti per Fiera e Garibaldi Repubblica. Non vogliamo grattacieli né altre costruzioni eccessive sulle aree dismesse».