No all’aborto e agli immigrati: ecco i «Tea Party»

Sono anti-tasse, anti-immigrati e anti-aborto. Sembravano solo un movimento folkloristico ma sono diventati una forza popolare che punta a un milione di supporter. Sono gli attivisti del «Tea Party Movement», seguaci di un movimento di destra nato spontaneamente e che da un anno a questa parte ha preso sempre più forza negli Stati Uniti. I «Tea Party», raduni sempre più frequenti negli Usa, prendono il loro nome dalla rivolta del tè: l’atto di protesta dei coloni americani contro il governo britannico e la sua politica di tassazione. In una data simbolica, la sera del 16 dicembre 1773, nel porto di Boston, un gruppo di patrioti americani travestiti da pellerossa, gettò in mare 45 tonnellate di tè. Ora il movimento si è riformato e ha lanciato manifestazioni in tutto il Paese per protestare contro la spesa pubblica varata dal Congresso a maggioranza democratica. Solo a settembre, a Washington, i manifestanti erano 75mila. Ma il movimento vuole arrivare a breve a un milione di sostenitori e con le sue battaglie ha già deciso le sorti di diverse candidature negli Stati Uniti e della riforma sanitaria tanto cara al presidente Barack Obama. Ma la leader preferita è l’ex candidata alla Casa Bianca Sarah Palin.