«No all’hotel che oscura il Cupolone»

Silvia Marchetti

Ieri hanno girato per San Pietro col megafono, chiamando tutti alla mobilitazione. Oggi alle 18.30 organizzeranno un sit in in via Innocenzo III contro la costruzione di un mega albergo con centro commerciale e parcheggio sotterraneo che sorgerà a via del Crocifisso, davanti alla stazione San Pietro. A due passi dal Cupolone. Una struttura di vetro, cemento e marmo di cinque-sei piani e 200 metri di lunghezza che oltre a deturpare la zona e a uccidere il piccolo commercio, come denunciano i residenti, bloccherà la vista della Basilica.
«È un’operazione puramente speculativa», attacca Anna del Pinto, del comitato «Salviamo San Pietro», che sarà in piazza con il presidente del XVIII municipio Vincenzo Fratta (An), con Fabio Rampelli, capogruppo di An in Regione, e con Marco Marsilio (An), consigliere comunale. I cittadini, che sperano di arrivare a mille firme (800 già raccolte), avrebbero preferito che nell’unica area verde del quartiere sorgessero centri sportivi, giardini e luoghi di ricreazione. Insomma, costruire la metà per costruire meglio. Ma il Comune non ha voluto scendere a compromessi.
Il caso del mega hotel destinato a far ombra a San Pietro risale a prima del Giubileo. Le ferrovie vendettero i terreni attorno alla stazione, resi edificabili grazie a un accordo con il Campidoglio rutelliano, alla ditta Euro srl di Prato, che voleva costruirci un albergo per i pellegrini dell’Anno santo. «È stato un affare tra ferrovie e Comune puramente finanziario, per far guadagnare gli interessati - denuncia Fratta -, non c’è bisogno di ulteriori strutture ricettive, i pellegrini qui sono solo di transito». Vista la «non urgenza» del mega-albergo, i lavori sono infatti rimasti accantonati fino a febbraio, quando senza preavviso è stato aperto il cantiere. Da mesi, i comitati non si danno pace. «Abbiamo iniziato con le locandine, poi le firme e adesso passiamo alla mobilitazione. Noi questo albergo non glielo faremo costruire», minaccia Anna del Pinto. I residenti hanno aperto un tavolo di trattative con l’assessore all’Urbanistica del Campidoglio, Roberto Morassut, ma con poco successo. «Ci stanno prendendo in giro», afferma del Pinto: «A fine luglio il Comune promise di parlare con la proprietà per rallentare i lavori, che sono stati invece accelerati al punto che ad agosto si sono beccati una denuncia per lavoro notturno».
Basterebbe una firma del sindaco, spiega, per bloccare tutto. «Speriamo che sotto elezioni faccia qualcosa, ma purtroppo dietro ci sono troppi interessi». L’hotel di vetro e cemento è una struttura moderna che contrasterà con la settecentesca Santa Maria delle Fornaci, con i palazzi d’inizio secolo e ovviamente con San Pietro. Inoltre, come dicono Rampelli e Marsilio, «avrà un impatto sulla viabilità del quartiere disastroso, con l’arrivo di mezzi pesanti e ripercussioni negative sul commercio al dettaglio». Ma non si tratta solo dell’ennesimo scontro tra architetti «modernisti» e «tradizionalisti». Il fatto è che secondo del Pinto «l’hotel, il parcheggio, il centro commerciale e la sala congressi per 200 persone non servono. È un’operazione speculativa: l’albergo sarà di lusso, con stanze in sporgenza per garantire una vista mozzafiato».