«No all’imposizione dei farmaci generici»

«La giunta regionale non può imporre ai medici di medicina generale, così come agli specialisti ospedalieri, la prescrizione dei farmaci generici ai loro pazienti perché sarebbe un atteggiamento di pura ingerenza deontologica. Un atto mortificante e inammissibile che invece rappresenterebbe proprio in queste ore il cardine di alcune proposte di indirizzo che circolano tra le mura della sede regionale che, se accolte, andrebbero a inficiare in maniera preminente sia l’autonomia professionale dei medici che il diritto e la libertà di cura dei cittadini. A meno che l’indirizzo all’utilizzo dei generici e della appropriatezza delle prescrizioni non siano il paravento al provvedimento sui ticket farmaceutici che la giunta Marrazzo si sta apprestando a varare». A sostenerlo, entrando nel merito del dibattito sull’utilizzo dei farmaci generici e della appropriatezza delle prescrizioni mediche, è il segretario della Fials Confsal del Lazio Gianni Romano.
«La nostra federazione - continua Romano - rivela di essere rimasta allibita di fronte alla proposta di “indirizzare” le prescrizioni dei medici verso i farmaci generici, salvo diverse valutazioni cliniche. In sostanza la cura e la salute del cittadino potrebbe essere condizionata da una preventiva valutazione dei costi che verrebbe imposta sia al medico di base che di rimando pure allo specialista ospedaliero». Per Stefano De Lillo, Fi, «da quando governa il Lazio il centrosinistra ha puntato il dito contro la spesa farmaceutica regionale, criminalizzandola e dipingendo i medici che prescrivono le terapie ed i pazienti che ne fanno uso quasi come dissipatori di risorse pubbliche. In questi giorni poi l’assessorato alla Sanità sta sbandierando una diminuzione della spesa farmaceutica di circa il 10 per cento. Ma è un artificio contabile, risultato della delibera 426 che trasferisce parte del costo dei farmaci per la Regione dalla voce “spesa farmaceutica” a quella “beni e servizi”». «Si tratta - spiega l’esponente azzurro - di farmaci particolarmente costosi, quindi capaci di spostare cifre importanti anche se utilizzati da un numero non alto di pazienti. Lo spostamento in un’altra voce di spesa coincide, per alcuni farmaci, con l’esclusione dalla distribuzione nelle farmacie: è il caso dei farmaci per emofiliaci, per i quali la distribuzione che si vuole imporre, esclusivamente presso le Asl, comporta grandi problemi sia logistici, per raggiungere la sede Asl, sia di conservazione, perché vengono distribuiti in maniera irregolare, sia di privacy».