No alle case ai rom coi soldi pubblici Proteste e firme in via Varanini

La Casa delle libertà prepara un esposto alla Corte dei conti contro la Provincia

Gianandrea Zagato

«Palazzo Marino non concede stabili pubblici per ospitare rom. Non vogliamo creare ghetti e non vogliamo obbligare i cittadini a convivere con un “campo nomadi in muratura”». Garanzia firmata da Diego Sanavio. Chiaro riferimento agli ex occupanti abusivi di via Capo Rizzuto che la Provincia di Milano ospita a sue spese al civico 27 di via Varanini. Decisione di pagare l’affitto - trentaduemila euro - che, politicamente, secondo la Casa delle Llbertà «è il costo pagato dal centrosinistra per non saper governare l’emergenza».
Trentaduemila euro di troppo che non rendono la vita facile ai coinquilini dei rom, «non è questione di razzismo ma di qualità della vita», «è un via vai notturno continuo che provoca disagi». Risposte condite dalla rabbia e dallo stupore per quell’impegno messo nero su bianco dalla Provincia destinato a finire all’esame della Corte dei conti «per denunciare la discrezionalità con la quale la Provincia utilizza i fondi per il progetto “patto metropolitano per la casa”». Iniziativa seguita da una serie di manifestazioni in piazza e raccolte di firme «in difesa degli abitanti e della sicurezza di via Varanini». Primo appuntamento lunedì con l’invito di Forza Italia, Alleanza nazionale e Lega Nord ai cittadini «di testimoniare il proprio disagio». Risposta concreta contro il degrado che «impegna il Comune» ricorda l’assessore comunale Guido Manca «nel recupero dell’area di via Triboniano, dove stanno iniziando i lavori per riportare in sicurezza anche quel campo».