«Ma no alle correnti»

Subito l’accusa, onorevole Roberto Cassinelli: non sarà che qualcuno vuole resuscitare il Pli all’interno del Pdl?
«Credo di essere stato chiaro, in questo senso, anche nel mio intervento al convegno della Consulta dei Liberali. E ribadisco: il Pdl costituisce l'approdo sicuro della nostra grande tradizione storica e culturale. È qui che dobbiamo lavorare, per portare avanti dall'interno del nuovo partito i grandi progetti che si ispirano ai nostri valori».
Ma c’è sempre qualcuno che dice: così i valori liberali si annacquano.
«Sbagliato. È vero invece che finalmente i liberali italiani possono trovare nel Popolo della Libertà l'approdo di una grande storia e il riconoscimento dei loro valori».
Senza dimenticare il passato.
«Appunto. Anche al convegno abbiamo ripercorso la nostra storia e abbiamo ricordato come i nostri principi liberali siano stati per almeno due generazioni relegati in un limbo da una sinistra supponente e portatrice di una inesistente egemonia culturale. E che soltanto il coraggio e la passione nostri e dei nostri padri ci hanno portati a vedere la luce di un giorno nuovo».
... e una nuova casa comune.
«La nascita del Pdl offre a questa cultura e a questa tradizione la possibilità di abitare in una grande casa comune con cattolici, riformisti e tutti coloro che si riconoscono in un progetto politico alternativo alla sinistra, ispirato al liberalismo, al mercato, alla libera circolazione delle idee, che vede l'individuo al centro della società».
Lei ha precisato: ci sono i garanti di questo percorso.
«Abbiamo nella leadership di Berlusconi e nell'appoggio totale del nostro ministro Claudio Scajola due punti di riferimento sicuri e una garanzia per i nostri valori».
Ci sono anche dei rischi?
«Uno solo, ma grosso: di chiuderci in una nicchia, per cercare piccoli spazi nel nuovo partito o, peggio, per rivendicare posti di potere. Il nostro ruolo è costruire ponti ispirati alle grandi battaglie liberali all'interno del Pdl. Non dobbiamo commettere l'errore di voler ricercare a tutti i costi una connotazione e una differenziazione ideologica all'interno del Pdl, che non gioverebbe agli uomini né ai principi liberali, avviando una frammentazione che il nostro elettorato non vuole».
Lo dice proprio lei che ha iniziato l’esperienza di parlamentare realizzando progetti che si ispirano all'ideologia liberale.
«Ho cercato di portare avanti le nostre idee. La battaglia per condizioni di vita e di lavoro dignitose nelle carceri, quella per la tutela delle libere professioni, l'impegno per una autentica liberalizzazione dei blog sono battaglie liberali. Sono le nostre battaglie che da ora in avanti saranno battaglie comuni del Popolo della Libertà».